Il Tirreno

Grosseto

Tagli agli uffici postali Controffensiva di Marras

Il capogruppo Pd in una mozione invita Rossi a contrastare il piano aziendale secondo il quale in provincia di Grosseto ci sono dieci sportelli a rischio

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GROSSETO. Il consiglio regionale ha approvato ieri una mozione contro la chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni che ha come primo firmatario Leonardo Marras, capogruppo Pd Toscana.

I tagli dei piccoli uffici postali non sono cosa nuova per Marras. Durante il suo mandato di presidente della provincia di Grosseto il consigliere regionale ha visto molti paesi ribellarsi alla volontà di Poste Italiane di chiudere gli uffici o accorciarne l’orario di apertura nelle piccole località.

Con la mozione il consiglio invita il presidente della Regione Enrico Rossi «a proseguire ancora più incisivamente, attivandosi nelle opportune sedi istituzionali, nei confronti del governo e di Poste Italiane spa e coinvolgendo anche i parlamentari toscani, nell’azione di contrasto del piano di razionalizzazione riproposto dall’azienda al fine di evitare che importanti aree marginali, montane e rurali, vengano private di un servizio pubblico essenziale e affinché si valuti ogni ipotesi di razionalizzazione degli uffici postali sul territorio regionale con il necessario coinvolgimento delle istituzioni interessate, con i cittadini e con gli utenti tutti».

«Un piano che Poste italiane chiama di razionalizzazione, ma che di razionale ha soltanto i benefici economici per la società – commenta Marras, che ha sottolineato anche la convergenza sulla mozione di tutti i gruppi – Gli uffici postali nei piccoli comuni e nelle frazioni sono presidi fondamentali, spazi a servizio dei cittadini che rendono una collettività viva. Chiuderli è indebolire una comunità, costringere chi ci vive ad allontanarsi per necessità essenziali. Oggi, viviamo la crisi dell'intero sistema dei servizi pubblici: costi di gestione alti e risorse sempre più scarse mettono in ginocchio una rete di presìdi indispensabili per il territorio e chi ne paga, principalmente, le conseguenze sono i cittadini. È urgente trovare delle soluzioni concrete e ha fatto bene il presidente Rossi, insieme ad Anci e Uncem Toscana, ad intensificare gli sforzi per cercare di far tornare sui suoi passi Poste Italiane, cosa che può avere più forza con l’approvazione di questa mozione».

Ad oggi, secondo l’allarme dei sindacati in Toscana Poste italiane vorrebbe chiudere a stretto giro 59 uffici e ridimensionarne ulteriori 37. Di questi, dieci in provincia di Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello dell'Amiata e Talamone).

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