Il Tirreno

Grosseto

Miseria e poca nobiltà: altro che sport

di Maurizio Caldarelli
Miseria e poca nobiltà: altro che sport

Nel baseball torna la pace ufficiale, ma i contrasti restano aperti. Per il calcio ennesimo “no” e tempi sempre più stretti

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GROSSETO. E' fallito anche l'ultimo tentativo di trovare un proprietario esterno alla città e il nuovo Grifone adesso è nelle mani dell'imprenditoria locale, che ha poco più di ventiquattro ore per non far chiudere il calcio a Grosseto.

L'atteso incontro tra il sindaco Emilio Bonifazi, il suo vice Paolo Borghi e il consulente esterno Stefano Osti non è andato nel verso sperato.

Giovanni Furore, rappresentante della Sky Media International, assistito dai suoi locale, si è presentato in Maremma con le migliori intenzioni, ma con una idea un po’ distorta di quella che è la realtà attuale.

Il socio di maggioranza della società romana si è detto infatti disponibile ad aprire una linea di credito e a gestire da solo la stagione di serie D (ovviamente con l'aiuto della città) partendo dalla convinzione che non ci fossero problemi per l’iscrizione alla prossima stagione, credendo che la Banca della Maremma mettesse sul piatto 150.000 euro e l'imprenditoria locale avesse già trovato complessivamente 260.000 euro.

Cifre lontane da quella che è la situazione reale. E soprattutto non ci sono i tempi tecnici per assolvere alle richieste fatte del manager capitolino.

Gli operatori economici cittadini (ieri non invitati all'appuntamento con la Sky Media) non hanno ancora reso note le loro intenzioni ma dovranno farlo nel corso della giornata, chiamati singolarmente dal primo cittadino Bonifazi.

Rimane il fatto che per domani mattina, giorno deputato alla costituzione della società dal notaio, occorrerebbe mettere insieme 350.000 euro se veramente si vogliono cullare sogni di serie D o poco più di 100.000 per l’Eccellenza.

Il sindaco farà probabilmente un ultimo tentativo per tirare dentro all'operazione qualche altro imprenditore diverso dai quindici che fino ad adesso hanno dato la loro disponibilità a mantenere in vita la squadra di calcio. Ma è chiaro che quelli che già sono stati coinvolti oggi devono fare la loro parte, dare dei riscontri in termini di soldi, altrimenti sarà la fine per il sogno di rimanere nel calcio che conta cullato negli ultimi quindici gioco, dopo la non iscrizione alla Lega Pro.

Si parla anche di un nuovo tentativo di coinvolgere Salvatore Caiata (presentato a suo tempo dalla Banca della Maremma), che lunedì si è chiamato fuori disturbato, ufficialmente, da altre trattative in corso, che ha spiazzato i personaggi locali, che si sentivano trainati, con le spalle coperte dal ristoratore senese, in grado di poter prendere il 51% delle quote e di garantire una buona dei trecentocinquantamila euro da consegnare alla Federcalcio entro venerdì 24 luglio alle 12.

Il sindaco prima degli incontri individuali di oggi risentirà Furore, al quale è stata data una notte per pensare sul suo eventuale coinvolgimento, stavolta con denaro fresco nella nuova società calcistica. La rinuncia di Caiata comporterà un abbassamento però della quota del capitale sociale, indicata inizialmente in 200.000 euro.

Siamo insomma al momento della verità: o le chiacchiere delle ultime riunioni si trasformano in cifre o altrimenti il Grosseto di non presentarsi al via della nuova stagione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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