Il Tirreno

Grosseto

Furto nella barca degli Agnelli

di Andrea Capitani
Furto nella barca degli Agnelli

Rubate canne da pesca nel gozzo di Samaritana Rattazzi, figlia di Susanna. Denunciato pescatore vicino di ormeggio

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PORTO SANTO STEFANO. La famiglia Agnelli torna a far parlare di sé all’Argentario, quel promontorio che la compianta Susanna aveva tanto amato.

L’ex sindaco proprio all’Argentario aveva scelto di restare anche dopo la morte e sempre all’Argentario continuano a soggiornare i figli e i nipoti di Suni, nella villa di famiglia situata nei pressi di località Santa Liberata.

Nulla a che vedere però con i fatti di vita mondana ai quali sono abituati: questa volta gossip e cronache rosa non c’entrano.

La disavventura in questione è accaduta ad una delle figlie di Susanna, Samaritana Rattazzi, proprietaria di un gozzo di sette metri ormeggiato nel canale di Santa Liberata presso il rimessaggio Biba Boats.

Nei giorni scorsi, infatti, è stato denunciato il furto di tre canne da pesca, dal valore complessivo di circa mille euro, che si trovavano all’interno della sua piccola imbarcazione denominata “Santa Maria”. Si tratta, nel dettaglio, di due canne da traina giapponesi e una da spinning, tutte complete di mulinello, sparite dal gozzo nella notte di domenica 5 luglio. Nei giorni successivi è stata dunque sporta denuncia presso i carabinieri di Porto Santo Stefano, che hanno iniziato le indagini prendendo in esame i filmati delle telecamere di sicurezza posizionate all’interno dei rimessaggi presenti a Santa Liberata, installate dopo i furti di motori marini avvenuti la scorsa estate.

Dalle riprese, i militari hanno così potuto individuare il responsabile del furto, un uomo che già in passato ha avuto qualche noia con la giustizia proprio per reati legati al patrimonio.

L’uomo, proprietario di una barca ormeggiata nel cantiere adiacente, nei giorni scorsi è stato così convocato in caserma dove ha confessato la sua colpa, rendendo così possibile il recupero della refurtiva. L’uomo è stato denunciato a piede libero con l’accusa di furto aggravato dalla Procura della repubblica di Grosseto, in attesa di essere processato. Soddisfazione dunque per la famiglia Rattazzi, già rientrata in possesso delle canne da pesca grazie alla collaborazione tra le forze dell’ordine e i gestori dei cantieri della zona che, lo scorso anno, erano stati anch’essi vittime di furti di motori marini all’interno delle aree di rimessaggio delle barche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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