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«Bene alcuni aspetti ma i controllori sono sempre i soliti»

«Bene alcuni aspetti ma i controllori sono sempre i soliti»

GROSSETO. Bene distinguere i risultati epidemiologici nei comuni geotermici della Toscana e in quelli dell’Amiata. Bene anche georeferenziare i morti in eccesso. Pollice verso, invece, sulla...

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GROSSETO. Bene distinguere i risultati epidemiologici nei comuni geotermici della Toscana e in quelli dell’Amiata. Bene anche georeferenziare i morti in eccesso. Pollice verso, invece, sulla valutazione dei dati registrati in passato e sull’affidamento dello studio agli stessi soggetti che hanno indagato anche in passato.

È il giudizio di Roberto Barocci, portavoce del comitato Sos geotermia e di Forum ambientalista, sul protocollo di intesa tra Ars, Asl e Arpat per realizzare lo studio epidemiologico sulla salute e le condizioni di vita della popolazione delle aree geotermiche, in particolare sull’Amiata.

«Per la prima volta – spiega Barocci – si introduce la necessità di distinguere tra i risultati epidemiologici della popolazione residente nei comuni geotermici della Toscana e quelli dei residenti nell’Amiata. E per la prima volta si prevede di georeferenziare i morti in eccesso. Sos geotermia denunciò al 37º Congresso nazionale di Epidemiologia l’errore, a nostro giudizio, commesso nei precedenti studi, che avevano sommato i risultati su popolazioni diversamente esposte agli inquinanti (in particolare il mercurio in Amiata è 20 volte superiore), fatto non consentito in scienza epidemiologica, con l’effetto di mediare e ridurre i dati molto allarmanti registrati nei soli comuni dell’Amiata».

Per Barocci è positivo anche che si preveda, per la prima volta, di georeferenziare i morti in eccesso. «Finora i dati erano riportati solo per l’intero comune di residenza – dice il portavoce del comitato – e in Amiata abbiamo una moltitudine di frazioni che si intrecciano nei vari territori comunali. Invece se si dispone di dati georeferenziati si può verificare la mortalità secondo distanze crescenti o decrescenti dagli impianti geotermici e metterle in relazione con la ricaduta dei venti dominanti».

Due aspetti dello studio, invece, non convincono Barocci. «Si definiscono “segnali di debolezza” i dati registrati in precedenza. Aver registrato cinque anni fa il più 13 per cento di mortalità e due anni fa il più 10 per cento non sono segnali di debolezza, ma di allarme sociale da dover attivare la protezione civile, se avessimo un governo normale. Ricordo che a Taranto il dato di eccesso di mortalità è più 10 per cento», dice Barocci.

Al di là del metodo applicato nello studio, Barocci contesta i soggetti a cui è affidato, cioè Ars, Asl e Arpat, «gli stessi _ dice _ che nel 2010 definirono “rassicuranti” i dati epidemiologici allora appena pubblicati», aprendo la strada alla concessione del parere positivo alla Via che ha permesso di raddoppiare le potenze installate in Amiata. Gli stessi contro i quali il Forum ambientalista ha presentato a febbraio un ricorso alla Procura della Repubblica. «Penso che abbiano oggettivamente un conflitto di interesse e che sarebbe stato più corretto affidare ad altri questi nuovi studi», conclude Barocci. (f.f.)

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