Finanza
Scherzetti e batterie scariche tra camicie sudate e tailleur
GROSSETO. L’assemblea - similcongresso del Pd grossetano, 125 persone cucinate a 30 gradi, otto ore di discussioni spalmate su due diverse serate, rappresenta anche un piccolo spaccato sociale, che...
GROSSETO. L’assemblea - similcongresso del Pd grossetano, 125 persone cucinate a 30 gradi, otto ore di discussioni spalmate su due diverse serate, rappresenta anche un piccolo spaccato sociale, che offre spunti di colore, spigolature e curiosità. Cominciamo dagli assenti.
Non c’era Anna Rita Bramerini (decaduta, sarebbe stata utile), mancavano anche il sindaco di Castel del Piano ed ex deputato Claudio Franci (non delegato) e il consigliere comunale Lorenzo Mascagni, oltre a sindaco e vicesindaco di Follonica, Andrea Benini e Andrea Pecorini. Beati loro.
Iniziamo da Francesco Limatola, che subisce uno scherzo al momento della chiama per il voto, quando un’ala della sala, ascoltato il suo nome, fa partire un boato di applausi e urla. Inatteso, inibente.
Poco distante c’è Luigi “Gigi” Bellumori da Capalbio, che con Simiani non ha mai avuto feeling, ma assicura fedeltà ai patti. Nelle file centrali, a metà sala, Emilio Bonifazi, in camicia bianca di lino, perfettamente in ordine, è l’unico che non versa neppure una goccia di sudore.
In compenso sudano Marras, Simiani e Roberto Daviddi, in maniche di camicia. Poco distante si sventola con un foglio di carta anche Monica Paffetti (sindaco di Orbetello). Comprensorio metallifero al completo con il trio tricolore Verruzzi - Giuntini - Termine.
«Il secondo e il terzo avrebbero potuto rappresentare un’alternativa a Simiani», si vocifera sotto al gazebo, fuori dal Granduca, dove nel frattempo Alessandro Militello, arrivato in scooter da Preselle, fuma il sigaro come Che Guevara e parla con Loriano Valentini.
In tailleur giallo tiene il conto dei presenti Daniela Piandelaghi, capogruppo in consiglio comunale a Grosseto; in rosso Matilde Giovani, che per prima, poco dopo la mezzanotte, twitta le congratulazioni ai neoeletti.
Elegante in pantalone crema (modello Aladino) e canottiera argento la ex segretaria Barbara Pinzuti, prima in ansia per il cellulare quasi scarico, poi per il segnale che non c’è.
Paolo Borghi viene raggiunto dalla moglie ad assemblea già iniziata. Poco prima Valentina Culicchi gli aveva sistemato un bottone della camicia.
Look giovanile per Saimo Biliotti, che non si siede mai e segue tutta l’assemblea in piedi, in fondo, davanti alla porta d’ingresso. Buttadentro.
Al momento del voto Veronica Tancredi è fuori a prendere una boccata d’aria e Sani deve andare a chiamarla. Christian Sensi invece alza in alto la scheda e vota palese facendo vedere chiaramente la sua indicazione. Scuote la testa Alfonso Brogi. Dopo una giornata di lavoro iniziata alle 6 del mattino, si presenta a giochi fatti, dopo le 23, il primario Massimo Alessandri. Assonnato. Pochi minuti prima di lui era arrivato Giancarlo Innocenti. La delegazione più nutrita, dopo Grosseto, è proprio quella di Roccastrada, con una quindicina di dirigenti, guidati dal più bello dell’assemblea: Antonio Senserini. (g.b.)
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