Il Tirreno

Grosseto

Maltrattamenti in classe «I bimbi sono attendibili»

di Francesca Gori
Maltrattamenti in classe «I bimbi sono attendibili»

Torna in aula il caso della maestra indagata dopo le segnalazioni dei genitori La perizia del neuropsichiatra scioglie i dubbi: i piccoli non sono condizionati

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GROSSETO. Otto bambini hanno raccontato quello che succedevano quando erano in classe. Lo hanno detto al pubblico ministero Marco Nassi e al giudice valeria Montesarchio nel corso dell’incidente probatorio sul caso della maestra denunciata dai genitori e accusata di maltrattamento di minori.

Niente ricreazione, niente uscita per andare al bagno. Fischietto per richiamare i bambini e forbici sbattute sui banchi. Ragazzi costretti a stare con le braccia alzate e destinatari di strattoni. Ma c'è anche altro nel capo di imputazione provvisorio formulato dalla Procura nei confronti dell’insegnante di scuola elementare della nostra città.

La maestra è indagata per maltrattamenti dopo le segnalazioni che i genitori, esasperati, avevano indirizzato al Garante per l'infanzia della Regione Toscana. Una segnalazione girata poi alla Procura che ha aperto un'indagine, ascoltando tutti i genitori dei bambini della classe in cui la maestra ha insegnato, una seconda, ma anche le colleghe e il personale della scuola. Poi è toccato ai bambini raccontare quello che succedeva in quell’aula e le parole dei piccoli sono state ritenute attendibili dal neuropsichiatra Romano Fabbrizzi, che era stato incaricato proprio dal tribunale di valutare se quei racconti fossero fondati o meno. «Ovviamente le conclusioni della perizia del consulente - dice l’avvocato Sabrina Pollini, che segue alcune mamme che hanno segnalato al garante quei comportamenti - sono molto importanti. I racconti dei bambini non sono stati condizionati da fattori esterni. Hanno raccontato e spiegato senza grandi tentennamenti quello che succedeva e stando all’esame del perito, quello che hanno detto non era frutto della loro fantasia».

Ma i genitori - che già si erano rivolti alla scuola - avevano confermato ai carabinieri della sezione in Procura i racconti dei loro bimbi, aggiungendo vari particolari: ad esempio anche che talvolta impediva loro di andare al bagno. Dichiarazioni comunque convergenti, come erano convergenti quelle delle colleghe della maestra, che talvolta si erano lamentate per quei fischi che finivano per disturbare le lezioni nelle altre classi, e quelle dei collaboratori scolastici. Agli atti del procedimento anche quelle note disciplinari scritte nei confronti degli alunni e poi cancellate. Un comportamento che sarebbe avvenuto già dai primissimi giorni dell'anno scolastico.

La maestra, dopo quella denuncia, era stata sospesa e pers ette mesi non le era stato pagato lo stipendio. Poche settimane fa il giudice del lavoro ha reintegrato la cinquantasettenne al suo posto e ordinato all’amministrazione il pagamento degli stipendi.

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