Il Tirreno

Grosseto

«La bassotta, fuorilegge senza guinzaglio»

di Francesca Ferri
«La bassotta, fuorilegge senza guinzaglio»

Dibattito aperto sulle multe della Lac. Un proprietario: c’è cane e cane, la legge non diventi vessazione

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GROSSETO. Quando si dice «non guardare nel muso a nessuno». Neanche il musetto di una bassottina di sette chili che gioca con la pallina insieme al suo proprietario in un angolo un po’ in disparte del parco. Non ha il guinzaglio? Multata anche lei.

I verbali staccati ad alcuni proprietari dai volontari della Lega per l’abolizione della caccia (Lac) – associazione animalista che in Toscana fa capo al presidente Raimondo Silveri – continuano a sollevare reazioni. L’episodio che ha aperto il caso è stato portato all’attenzione pubblica dal signor Marco Cuomo, proprietario di Sandy, che si è visto infliggere un verbale da 100 euro dai volontari dell’associazione. La sua segnalazione, insieme a quella di altre due persone, che sono state multate anche loro dai volontari dell’associazione e che hanno lamentato anche modi bruschi e piglio «da sceriffi», il Comune, su iniziativa del sindaco, ha avviato una verifica per capire, insieme alla prefettura, se le guardie della Lac sono legittimate a multare i cittadini – cosa che di norma, in questi casi, spetterebbe ai vigili urbani. La legge è chiara: i cani vanno portati in giro con il guinzaglio. Ma c’è un margine di tolleranza nei casi in cui il cane è davvero innocuo, o perché di piccola taglia, o perché in un luogo deserto?

Silveri nei giorni scorsi ha dichiarato che l’uso del guinzaglio – obbligatorio per legge – serve a «salvaguardare l’incolumità del cane e delle persone». A questa il signor Claudio Grossi, proprietario di una bassottina, che in una spassosa ricostruzione di un’ordinaria uscita al parco, dà in proposito la misura del fenomeno: una questione, appunto di misure (del cane) e di misura (buonsenso).

«Perfetto, nulla da ridire – scrive Grossi – ma mal si colloca l’operato del solerte Silveri in alcuni recenti avvenimenti che vedono protagonisti alcuni noti fuorilegge colti nello svolgimento delle loro funzioni biologiche privi di opportuno strumento contenitivo (guinzaglio). Ebbene sì, anche io sono un fuorilegge complice della mia bassottina di sette chili. Quotidianamente ci rechiamo in luoghi pubblici, al parco, dove in angoli oppurtunamente remoti e in orari in cui il parco è deserto giochiamo con la pallina in barba alla legge dello Stato».

Un «comportamento incosciente, una grave e sanzionabile infrazione della Legge», scrive ironicamente Grossi. Ma che, racconta, ha portato la Lac «a multare alle 6 di mattina un altro pericoloso fuorilegge che, incurante dell'incolumità altrui e del proprio cane, passeggiava in un prato col cane sciolto, o di quel pensionato novantenne multato perché aveva il canino (novantenne anche lui) seduto accanto a sé sulla panchina e senza guinzaglio».

La Lac – riconosce Grossi – «svolge nel nostro territorio una meritevole attività contro i bracconieri e in generale in difesa di animali maltrattati, cosa di cui sono testimone, salvando tantissimi cani e gatti da situazioni di grave maltrattamento. Ottimo lavoro. Ma noi che c’entriamo?... Se lasciano un pittbull sciolto in mezzo alla gente in un luogo affollato è tecnicamente un cane senza guinzaglio. La mia bassottina che gioca con la pallina nel parco deserto è tecnicamente la stessa cosa... La legge non fa distinzioni, ma il cittadino medio pagante le tasse, si aspetterebbe che i tutori dell’ordine (volontari o istituzionali) la applichino con il comune buonsenso che in questo caso sembra mancare. Io voglio essere difeso dal cretino medio che lascia il rottweiler libero e da cinquanta metri ti dice compiaciuto “attento, morde». Ma vorrei anche che i vari Pepe e Toby non fossero considerati dei “Vallanzasca” quando approfittano degli spazi (pubblici) in maniera assolutamente consona alla situazione, senza correre rischi o arrecare disturbo per godere di quel minimo di libertà che è parte integrante del loro benessere».

Il punto insomma è che «c’è cane e cane», cani «differenti per taglia, attitudine, abitudine, addestramento», così come «ci sono luoghi, situazioni e momenti diversi e valutabili da parte dei proprietari. E, se Dio vuole, anche dallo stesso “guinzagliatore” e dai suoi uomini pur se la legge non lo prevede esplicitamente. I proprietari dei pittbull che scorrazzavano fuori controllo nel parco di via Giotto sgozzando papere in mezzo alla gente meritavano senz’altro una pesante sanzione, visto il tipo di cane e la situazione». La stessa sanzione, chiede Grossi, la merita anche la bassottina che gioca nel parco deserto?

«Io – conclude Grossi – continuerò ad essere un fuorilegge insieme a tante altre persone, nel rispetto degli altri e della mia canina che aspetta solo quel’oretta della giornata per annusare in giro e fare qualche corsetta sui suoi otto centimetri di zampine, e non credo affatto che la legge sia stata promulgata per impedirglielo come il Silveri si ostina a sostenere. Per cui vada Silveri dove l’opera sua e dei volontari è necessaria e ha senso: a ispezionare certi canili, a controllare certi garage-lager… E ricordi che la legge applicata senza buonsenso troppo spesso diventa vessazione».

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