La manifestazione
Forestali senza paga, c’è la diffida
Il consigliere Barbagli minaccia di chiedere il sequestro delle indennità della giunta regionale
CINIGIANO. «La giunta regionale si frughi in tasca e paghi gli stipendi ai forestali dell’Unione Amiata grossetana». Il consigliere di minoranza Giovanni Barbagli fa partire una diffida per il governatore della Toscana Enrico Rossi. Una lunga storia, perché questa situazione che ha lasciato per mesi gli operai senza stipendio, ha visto interventi successivi di molti attori per sbloccare la cifra che dalla Regione deve arrivare per i pagamenti.
Il problema è stato sollevato anche nell’ultimo consiglio dell’Unione dell’8 luglio, da Giovanni Barbagli e Corrado Lazzeroni. Adesso Barbagli va oltre e il 13 luglio ha fatto partire una diffida. «O paga gli stipendi dei forestali o chiediamo alla magistratura il sequestro cautelativo delle indennità della giunta».
Gli operai che non riscuotono lo stipendio da aprile sono quattro e fanno parte dei 24 operatori che lavoravano prima in comunità montana e poi in Unione. Dei ventiquattro operai, venti sono dipendenti a ruolo passati dalla comunità montana alla Unione dei Comuni e quattro sono provenienti da attività forestali gestite a suo tempo per conto dei comuni, poi confluiti nell’Unione. Per questi ultimi tutti gli anni si ripropone il problema della copertura degli stipendi.
«La stranezza di questa situazione, diventata irrisolvibile per l’Unione, che fra l'altro ha anticipato quasi 250.000 mila euro in attesa dei fondi regionali – spiega Barbagli – è data proprio dal fatto che le risorse per gli stipendi di questi quattro operatori dovrebbero venire da fondi regionali che sono assegnati solo dopo il periodo estivo a condizione che siano presentati progetti di lavoro. Abbiamo appreso che la Regione ha stanziato per tutto il territorio regionale 3 milioni circa che non saranno certamente sufficienti per gli stipendi e tutti gli arretrati che avanzano nel 2015».
Nel frattempo, prosegue Barbagli, «si continuano a pagare stipendi per dirigenti delle Province che sono state abolite e che continuano a svolgere compiti non ancora ben chiari. Questa è la situazione paradossale che ha messo in piedi la Regione con la riforma delle autonomie locali... Come al solito le riforme sono come le nozze: non si fanno con i fichi secchi. Il risparmio che vorrebbe fare la Regione, che comprende anche questa storia degli operatori forestali, sta diventando ridicola».
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