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Grosseto

«È un pericolo al volante»: i paesani dai carabinieri

Francesca Gori
«È un pericolo al volante»: i paesani dai carabinieri

Pitigliano: patente sospesa a una donna di 55 anni, segnalata per sosta in curva, testacoda in centro e andature lumaca sulla Sr 74. Ma il Tar le dà ragione: «Nessuna prova»

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PITIGLIANO. Quando i giudici del Tar si sono trovati di fronte il ricorso presentato dall’avvocato Luca Montemaggi, probabilmente un sorriso lo hanno fatto. Non che la questione non fosse seria, anzi. Ma quello che è successo più di un anno fa a Pitigliano potrebbe sembrare la sceneggiatura di un episodio della serie Mr.Magoo, dove il pilota dell’auto ha qualche problema di guida.

Perché al Tribunale amministrativo i giudici hanno dovuto decidere se l’atto con il quale la Motorizzazione civile ha tolto la patente a una cinquantacinquenne di Pitigliano fosse legittimo o no.

Tutto è cominciato con alcune lamentele che sono arrivate alla caserma dei carabinieri e che riguardavano proprio lo stile di guida della donna: soste in curva, fermate improvvise sui dossi, velocità particolarmente ridotta e tale da creare traffico ingiustificato sulla Maremmana nonché frenate repentine e testa-coda in pieno centro abitato.

I militari hanno preso quelle segnalazioni e hanno chiesto alla Motorizzazione la revisione della patente che le è poi stata sospesa. «Eppure nei confronti della signora - spiega l’avvocato Luca Montemaggi - era stata elevata soltanto una multa perché stava viaggiando senza cintura. Tutti gli altri comportamenti che erano descritti dalla gente del paese non sono stati accertati».

La Motorizzazione civile il 30 aprile ha inviato il provvedimento di sospensione della patente alla caserma dei carabinieri. Il giorno dopo, quando la donna è stata trovata alla guida della sua auto è stata fermata e la sua patente le è stata revocata. «La mia cliente è ancora senza patente - dice Montemaggi - per questo ci siamo dovuti rivolgere al tribunale di Grosseto. Non ha mai avuto condotte pericolose alla guida e quelle segnalazioni che forse nascondono soltanto il fatto di aver preso di mira la donna, non sono state riconosciute dal Tar».

I giudici fiorentini oltre ad accogliere totalmente il ricorso presentato dall’avvocato Montemaggi hanno anche condannato il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al pagamento di 2.000 euro per le spese di lite.

La patente ancora non è tornata nelle mani della cinquantacinquenne, che però, almeno grazie alla sentenza del Tar non dovrà fare un nuovo corso di guida e sostenere un nuovo esame per poter tornare al volante.

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