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Grosseto

Braccagni sotto choc: «È incredibile»

Braccagni sotto choc: «È incredibile»

Appassionato di moto e musica, lavorava come ingegnere e aveva tantissimi amici. Un’intera comunità a lutto

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BRACCAGNI. Ingegnere, 52 anni, padre di due bimbi piccoli. Queste poche informazioni, che possono tracciare solo un parziale idntikit non danno conto di chi fosse per la comunità di Braccagni Paolo Polverelli. Suo fratello Eliseo è il proprietario della Stalla, il ristorante dove non soltanto si mangia, ma soprattutto si suona musica. La stessa che anche Paolo ha respirato fin da giovanissimo, che ha suonato con la sua chitarra cantandoci sopra in tante serate trascorse con gli amici, sotto le stelle.

La famiglia di Polverelli si era trasferita nella frazione alle porte di Grosseto negli anni ’80 quando il padre aveva comprato un podere.

Paolo aveva scelto di diventare ingegnere e aveva studiato a Firenze. Poi era stato a lungo a lavorare a Torino, per la Iveco, prima di tornare in Maremma dove aveva trovato anche l’amore. Una compagna che gli aveva dato due figli e dove aveva continuato a fare l’ingegnere, seguendo i suoi tanti clienti sparsi per il mondo.

E in un paese dove si conoscono tutti e dove tutti si salutano e sono pronti a fare amicizia, la notizia della morte di Paolo è arrivata presto, fin dalle prime luci dell’alba di ieri. «Sono stato svegliato da questa brutta notizia - dice Edo Galli - ma non ci potevo credere. Sono andato al bar dove mi hanno confermato che purtroppo Paolo non c’era più e mi hanno raccontato dell’incidente. Sicuramente stava tornando a casa».

Paolo Polverelli, a Braccagni, lo conoscevano tutti. Non solo perché il fratello Eliseo è proprietario di uno dei ristoranti più frequentati della zona, ma proprio per il suo carattere e il suo modo di fare. Per le sue tante passioni. «Con la moto abbiamo scorrazzato avanti e indietro per queste strade fin da quando eravamo giovani - ricorda Edo - ma un epilogo come questo non doveva essere scritto». Paolo era contagioso, con la sua allegria, con la sua voglia di fare. Con le sue tante passioni che aveva sempre portato avanti con caparbietà. Era insegnante di Tai chi, suonava, era un grande appassionato di musica.

«Ma soprattutto era una persona davvero solare - ricordano ancora gli amici - che amava stare in compagnia e che aveva davvero tantissimi amici».

Bastava fare un giro sulle bacheche di facebook di tanti grossetani dell’età dell’ingegnere per capire in quanti gli volessero bene. I ricordi si sono rincorsi uno dietro l’altro, insieme alle parole di dolore e incredulità che sono state pubblicate per ricordare Paolo. Ieri all’obitorio è cominciato il via vai di amici e parenti, ma il magistrato ha disposto l’autopsia che si svolgerà questa mattina.

«Era davvero una persona straordinaria - aggiunge Edo Galli - partecipava alla vita della frazione, era sempre disponibile con tutti. Queste sembrano frasi di circostanza ma non è così. Paolo era davvero una grande persona che ha lasciato un vuoto incolmabile nei nostri cuori».

Francesca Gori

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