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Unione, Lazzeroni: «Balocchi e Ciaffarafà si devono dimettere»

ARCIDOSSO. Corrado Lazzeroni, consigliere arcidossino di minoranza dell’Unione Amiata grossetana, dopo il primo consiglio con la nuova presidenza di Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso, delinea il...

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ARCIDOSSO. Corrado Lazzeroni, consigliere arcidossino di minoranza dell’Unione Amiata grossetana, dopo il primo consiglio con la nuova presidenza di Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso, delinea il quadro della situazione dell’Unione e mette a fuoco alcuni questioni calde, prima fra tutte l’assenza costante del consigliere santafiorese Riccardo Ciaffarafà e del sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi.

Lazzeroni li vorrebbe entrambi fuori dal consiglio per assenze ripetute. «La consueta assenza del consigliere di minoranza di Santa Fiora Riccardo Ciaffarafà è scelta politica personale dettata dalla situazione post elezioni comunali ma poco condivisibile perché non è questo il metodo per fare opposizione. Personalmente ho chiesto, e abbiamo chiesto come minoranza, più volte che venga dichiarato decaduto e che venga sostituito con un altro consigliere. Sia l’Unione che il Comune di Santa Fiora non ci sentono, anzi se la normativa lo consentisse, avremmo chiesto le dimissioni dal consiglio del sindaco Balocchi in quanto assente nove volte su dieci consigli. Una bella media, vicinissima a quella del suo ex diretto concorrente».

La situazione è critica, secondo Lazzeroni, tra le dimissioni del presidente Franci e la probabile uscita del Comune di Cinigiano annunciata dal sindaco Romina Sani. «Noi faremo un’ opposizione costruttiva», dice Lazzeroni.

Infine la richiesta al nuovo presidente di adoperarsi per gli operai forestali che da mesi non stanno riscuotendo le retribuzioni e lo spinoso problema degli invalidi civili e delle patenti speciali che non possono essere più trattate ad Arcidosso per la mancanza di personale negli uffici preposti.

«Gli interessati devono andare a Grosseto con notevole aggiunta di costi e disagi», ha specificato Lazzeroni.

E infine l’appello: «Occorre maggiore funzionalità dei servizi associati, un contenimento delle spese, una uniformità nei tributi comunali». (f.b.)

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