Il Tirreno

Grosseto

Paesani contro esuli: vince l’integrazione

A Montieri bella partita di calcio: incassi alla Cri e testimonianza di convivenza possibile. Anzi, utile

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MONTIERI. Sulla lunga distanza non li ha presi nessuno: troppo veloci. Sul piano tecnico, invece, le due squadre si sono ben confrontate e alla fine ha vinto l’integrazione.

È stata una partita del tutto particolare quella che domenica pomeriggio si è giocata sul campo da calcio di Montieri, dove per un’amichevole d’eccezioni i ragazzi del borgo hanno sfidati i profughi africani ospitati al rifugio Sant’Anna di Gerfalco.

Una giornata di sport, amicizia ma anche beneficenza, dato che il ricavato degli incassi è andato in blocco alla sezione montierina della Croce Rossa.

La partita si è disputata sul campo di Montieri, dove in genere giocano i ragazzi biancoverdi del squadra paesana: le stesse maglie che ieri hanno indossato gli esuli, che si sono divertiti nel trascorrere una domenica diversa.

«È proprio vero che lo sport Non ha colori e non conosce ostacoli di alcun tipo; unisce in sé e di per sé», dice soddisfatto il sindaco Nicola Verruzzi. «I ragazzi della struttura Sant’ Anna e i ragazzi di Montieri hanno vissuto momenti molto piacevoli».

Ma il primo cittadino ha un motivo in più per sorridere. Al termine del match infatti è stata firmata una convenzione con le associazioni e le cooperative del territorio per far accedere gli ospiti ai lavori socialmente utili sul territorio comunale. «Lavori come spazzamento, verniciare panchine o ringhiere dei centri abitati e così via» spiega Verruzzi. Un passo in avanti per l’integrazione di queste persone, fresche di un corso di lingua italiana e sulle normative in vigore nei confini dell’Unione Europea.

«Da oggi alcuni dei ragazzi hanno iniziato dei lavori socialmente utili nei nostri paesi, grazie a una convenzione stipulata tra il Comune e la associazione che si occupa della gestione. Naturalmente siamo partiti da Gerfalco», continua il sindaco.

È questo solo l’ultimo passo di un percorso iniziato con il 2015, quando l’amministrazione comunale ha firmato un’altra convenzione, con la società Partecipazione e Sviluppo che gestisce l’accoglienza a Gerfalco, con cui a fronte dell’ospitalità è previsto un ritorno per il territorio: per prima cosa, ha permesso di creare due posti di lavoro all’interno dell’associazione stessa per ragazzi del paese, tre in tutto, a cui si aggiungono varie collaborazioni. E come dice il sindaco: «I giovani di Gerfalco che trovano lavoro a Gerfalco non accadeva dai tempi delle miniere». Inoltre, la convenzione prevede che l’associazione versi una piccola quota al Comune, pari a un euro al giorno per ogni profugo ospitato. Facendo due conti, quindi, vengono circa 12mila euro da quando è stata firmata per il 2015, che verranno spesi in opere di urbanizzazione. E quale miglior modo di stringere questi nuovi accordi se non con una partita di calcio all’italiana? Che, per la cronaca, ha visto vincere gli esuli con un netto tre a zero.

Alfredo Faetti

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