Gioco
Inceneritore, affondo M5S «Questione solo politica»
Dopo la sospensione dei lavori della commissione d’inchiesta i pentastellati chiedono un consiglio comunale aperto. Benini non dice no
SCARLINO. «La Regione Toscana gioca con la democrazia, sberleffa l'intelligenza dei cittadini e si disinteressa dell'ambiente e della salute di tutti noi». Il Movimento 5 Stelle non usa tanti giri di parole.
Sabato mattina era presente in sala Tirreno e ha visto tutto con i suoi occhi: c’era Giacomo Giannarelli, consigliere comunale, Gabriele Cecchini, che poco più di un anno fa si era candidato a sindaco di Follonica, e molti altri esponenti. «Dopo la seconda seduta dell'inchiesta pubblica abbiamo avuto la conferma che la vicenda ha una forte connotazione politica, non c'entra nulla la qualità dell'impianto né tanto meno la dura sentenza del consiglio di Stato che delegittimava e bloccava con forza l'attività del l'inceneritore di Scarlino» dicono a gran voce, scagliandosi contro la giunta regionale targata Pd. Ma mentre i grillini chiedono denunciano un comportamento a loro dire «distorto», nell’amministrazione follonichese si fa spazio l’idea di un consiglio comunale aperto per discutere non solo dell’impianto del Casone, ma anche sui procedimenti che si stanno portando avanti per il rilascio delle nuove autorizzazioni.
Lo hanno chiesto proprio i pentastellati, fiancheggiati da alcuni ambientalisti, al sindaco Andrea Benini, sabato mattina. «Forse dobbiamo fare un incontro pubblico, un consiglio comunale aperto per spiegare alla gente cosa sta succedendo, dandogli modo anche di intervenire». Questa in buona sostanza la richiesta, a cui Benini ha annuito. E a quanto sembra l’appuntamento potrebbe essere organizzato prima della fine di luglio, prima cioè che scadano i termini dei procedimenti Via.
Del resto, la richiesta di un incontro «per spiegare cosa sta succedendo» è arrivata pochi minuti dopo il caos in sala Tirreno in cui davvero si è visto di tutto. Paolo Rabitti, commissario nell’inchiesta pubblica per i contrari all’inceneritore (Comuni di Follonica e Scarlino compresi), aveva appena lasciato i lavori, furioso per non aver ottenuto uno slittamento della discussione a fronte del pochissimo tempo a disposizione avuto per studiare le carte prodotte in conferenza dei servizi, il giorno prima. «Così non posso svolgere il mio lavoro» il messaggio lanciato dal consulente. Più o meno contemporaneamente i due sindaci hanno rinnovato la richiesta di una proroga di 60 giorni per l’intero procedimento, convinti che il calendario stabilito (la scadenza per una decisione è fissata al 17 agosto) sia troppo sbrigativo per un argomento così complesso. Opinione opposta quella della società, Scarlino Energia, che al contrario sostiene che i tempi siano sufficienti e quindi di essere contraria alla proroga. «La Regione – concludono i 5 Stelle - ha organizzato questo iter apparentemente per coinvolgere la cittadinanza, mentre noi pensiamo che sarebbe stato meglio che questo dispendio di energie fosse stato utilizzato per impegnarsi a cambiare direzione nella gestione dei rifiuti». La battaglia riprende giovedì 23 luglio nella seconda seduta dell’adunanza plenaria della commissione.
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