Il Tirreno

Grosseto

Il Libero pensiero di Emma Bonino

di Sara Landi
Il Libero pensiero di Emma Bonino

Alla leader dei Radicali il riconoscimento di Fondazione Grosseto Cultura: «Che gioia, ho sempre ammirato il maestro»

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GROSSETO. Va alla storica esponente del movimento radicale Emma Bonino la prima edizione del Premio Mario Monicelli – Libero Pensiero istituito quest’anno da Fondazione Grosseto Cultura in occasione del centenario della nascita del grande regista. Il premio nasce come riconoscimento a personalità il cui pensiero e la cui vita siano espressione dello stesso amore per la libertà, la ribellione e la dignità che sono sempre stati propri della vita e del cinema di Mario Monicelli. Emma Bonino sarà a Grosseto il 23 luglio per ricevere il premio. «Sono felice ed emozionata nell’apprendere che un premio dal contenuto così importante e originale sia stato assegnato a me alla sua prima edizione – dice Emma Bonino - Ho sempre ammirato il maestro dei Soliti ignoti e della Grande guerra, di Guardie e ladri e di Speriamo che sia femmina e ho avuto anche una grande stima della integrità del suo sguardo sulla società e l’acutezza della sua visione politica. Ringrazio vivamente il curatore del premio, Mario Sesti, e Loriano Valentini, presidente di Fondazione Grosseto Cultura, insieme a Chiara Rapaccini e al sindaco Emilio Bonifazi, per questo prestigioso riconoscimento».

Piemontese, sessantasette anni compiuti a marzo, Emma Bonino comincia la sua militanza politica a metà degli anni Settanta con la lotta per la legalizzazione dell’aborto. E' solo la prima delle sue battaglie che l’hanno vista impegnata nel tempo su tantissimi fronti sia in Italia che a livello internazionale: tra questi il divorzio, la legalizzazione delle droghe leggere, le mine antiuomo e le mutilazioni genitali femminili. Nel 1976 viene eletta per la prima volta alla Camera mentre nel 1979 entra per la prima volta al Parlamento europeo. Nel 1993 Emma Bonino fonda “Non C'è Pace Senza Giustizia”, associazione internazionale senza fini di lucro nata da una campagna del Partito Radicale Transnazionale di cui è stata per anni presidente: l’associazione si occupa di protezione e promozione dei diritti umani e di giustizia internazionale. Tra il 1994 e il 1999 Emma Bonino è stata commissario europeo per gli aiuti umanitari. Nel 1999 viene fatto per la prima volta il suo nome per la corsa al Quirinale: nasce la campagna “Emma for president” che crea attorno alla sua figura di alto profilo un vasto consenso popolare e trasversale ma il presidente eletto è Carlo Azeglio Ciampi.

E’ stata anche due volte ministro, la prima volta nel governo Prodi bis con delega al commercio internazionale e alle politiche europee e poi ministro degli esteri con Enrico Letta. A gennaio ha destato forte emozione la sua scelta di annunciare in diretta a Radio Radicale di avere un cancro al polmone.

Per la pasionaria dei radicali una nuova battaglia affrontata con coraggio, diradando i propri impegni pubblici senza mai per questo uscire di scena. Ai colleghi della politica che le esprimevano vicinanza e solidarietà per la malattia ha risposto semplicemente sollecitando l’approvazione di una legge per il fine vita promossa dall’associazione Luca Coscioni.

Anche il curatore del Premio Monicelli Mario Sesti sottolinea la novità del riconoscimento a Emma Bonino. «Si tratta, credo, della prima volta, che un premio intitolato ad un grande del cinema italiano del dopoguerra viene assegnato a una personalità della cultura e della politica e non il contrario – dice Mario Sesti – Quello che intendiamo fare è proprio cercare di usare la lezione di libertà e antiretorica del maestro della Grande guerra e di Amici miei per immaginare un premio davvero diverso dagli altri». Ammirazione per Emma Bonino viene espressa anche dalla compagna del regista Monicelli, Chiara Rapaccini: «Emma Bonino è una donna libera e coraggiosa che non si è mai fatta influenzare da ostacoli e pressioni esterne».

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