Il Tirreno

Grosseto

Il Grifone non decolla

di Maurizio Caldarelli
Il Grifone non decolla

Caiata lascia, ma la cordata ci crede ancora e punta alla firma per venerdì

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GROSSETO. Colpo di scena nella “telenovela” della nascita della società calcistica che dovrà rappresentare Grosseto nella prossima stagione agonistica.

Nel giorno ritenuto decisivo per la costituzione di un nuovo gruppo l’imprenditore senese Salvatore Caiata si è chiamato improvvisamente fuori, infastidito, a suo dire, «dalla trattativa del vicesindaco Borghi con un personaggio diverso da quelli contattati dal sindaco Bonifazi».

Caiata, che ha lasciato comunque una piccola porta aperta, ha tenuto banco per quindici giorni, presentato dal direttore generale della Banca della Maremma Giancarlo Ciarpi. Il titolare di quattro ristoranti in piazza del Campo ha incontrato la giunta comunale e gli altri imprenditori pronti a dar vita al nuovo Grifone, presentando anche il business plan: in parole povere era il candidato a prendere la maggioranza delle quote della società che doveva nascere ieri.

L’assenza di Caiata ha lasciato perplessi gli imprenditori che si sono presentati ieri pomeriggio in Comune per il programmato incontro con il sindaco Bonifazi e il consulente esterno Stefano Osti.

Hanno salito le scale del Palazzo di via Duomo per fare un altro piccolo passo avanti, nonostante l’attesa defezione, Maurizio Cini, Ulisse Ferretti, Mario Ceri, Lido Sarcoli, Alessandro Andreini, Pier Paolo Rotoloni, Renzo Alessandri già presenti all’incontro di venerdì in banca e a quello ancora precedente.

«Il gruppo però ormai sembra consolidato - viene fatto sapere - gli imprenditori interessati a diventare soci del Grosseto Calcio sono adesso una quindicina».

E sembra ormai anche sul punto di essere definitiva la somma che questa cordata può mettere a disposizione: sui 200.000 euro, spicciolo più spicciolo meno.

Certo l’uscita di Caiata rende la situazione più incerta, anche se tutti hanno mostrato la volontà di voler andare avanti, anche se alla fine si dovesse rinunciare alla serie D e ripartire dall’Eccellenza Toscana.

La serie D, per il suo maggior appeal, per i prestiti con le società di categoria superiore, e per la possibilità di costruire un settore giovanile più forte con formazioni iscritte ai campionati nazionali, rimane la priorità, anche se ricominciare un gradino sotto potrebbe non essere così drammatico, specialmente con una società solids.

Il sindaco, che per primo ha messo la faccia su questa operazione, è il primo a voler andare avanti per dimostrare la bontà della scelta di affidarsi agli imprenditori locali, per salvare una delle eccellenze sportive della città.

APPUNTAMENTO A DOMANI. Gli imprenditori e il sindaco si sono anche dati un nuovo appuntamento: a domani, con luogo e orario ancora da stabilire, per un meeting al quale verranno invitati anche gli imprenditori che hanno contattato il vicesindaco Paolo Borghi, manifestando l’intenzione di dare un loro contributo.

Sia Bonifazi e i suoi collaboratori, che gli imprenditori vogliono capire le reali intenzioni di queste persone che vogliono fare calcio nella nostra città.

Da questo incontro, e stavolta non ci dovranno essere rinvii se si vuole rispettare il termine fissato dalla Federcalcio per l’iscrizione, il 24 luglio alle 12, verrà programmata già per giovedì una riunione costitutiva.

«Dobbiamo fare tutto entro mercoledì 22, però», mette in guardia il consulente Stefano Osti, che sa benissimo che non si può rischiare di presentarsi il 24 a Roma con qualche documento mancante o da completare.

Nelle intenzioni di chi sta dedicando parte del suo tempo alla nuova società di calcio del Grosseto venerdì dovrebbe essere il giorno della firma dal notaio. E probabilmente da lì si comincerà a pensare alla composizione della società, ma anche l’assetto tecnico della squadra, con la scelta di un allenatore, dei giovani imposti dal regolamento federale e degli altri che dovrebbero garantire ai colori biancorossi di diventare protagonisti nella nuova categoria. Ipotizzando per il fine settimana la nascita del sodalizio, i nuovi dirigenti avrebbero tutto il tempo necessario per dedicarsi alla rosa e allo staff tecnico, ma anche per pensare alla sede del ritiro. Serie B o Eccellenza, questo è certo, ma il Grosseto rimarrà sempre una società blasonata, che dovrà tenere in alto i colori biancorossi.

Ed è a questo punto che, come hanno sottolineato in più occasioni gli imprenditori (compreso lo stesso Caiata), il sindaco Bonifazi e il direttore Ciarpi, che dovranno entrare in scena gli sportivi: a loro, prima di dare vita ad un azionariato popolare come nei più grandi club del mondo, è richiesto di essere vicina alla squadra, sottoscrivendo 2-3000 abbonamenti, ma anche partecipando alle partite della squadra, facendo vedere il loro attaccamento alla società e alla maglia. Un requisito fondamentale per portare altro denaro fresco nelle casse societarie, ma anche per dare nuovi stimoli a chi deciderà di prendersi gli oneri e gli onori di entrare nel consiglio direttivo della società.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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