Sicurezza
«I nostri iscritti non hanno potuto votare»
La bagarre sulla dirigenza della Pro loco non si ferma: Follonicamare non era stata avvisata dell’articolo del regolamento
FOLLONICA. La bagarre sulla dirigenza della Pro Loco del golfo non si è conclusa con le elezioni di sabato scorso, l'associazione Follonicamare non molla la presa. «Ci sono troppi particolari che non tornano e sicuramente andremo avanti», dicono dal comitato che nelle ultime settimane ha tentato, senza riuscirci, la scalata ai vertici della Pro Loco follonichese. L'interesse del gruppo nei confronti dell'associazione alla quale, dagli anni ottanta oramai, è affidata la promozione della città del golfo e alcune delle manifestazioni che si tengono nel territorio attraverso fondi stanziati direttamente dal Comune di Follonica, è iniziato qualche settimana fa quando i membri di Follonicamare hanno deciso che sarebbe stato giusto un cambio di guardia ai vertici della stessa per dare (così dicono) nuove opportunità di sviluppo alla città. Da due mandati il presidente della Pro Loco è Leonardo Agostinelli e a quanto dicono i bene informati anche questa volta la scelta del consiglio eletto sabato scorso ricadrà su di lui per i prossimi tre anni. Per dare una svolta all'interno dell'associazione dalla Follonicamare avevano fatto sì che negli ultimi giorni diventassero socie Pro Loco più di trecento persone, in modo da avere un elettorato corposo in vista dello scrutinio dell'11 luglio scorso. Peccato però che poi i neo associati non siano stati chiamati alla scelta del nuovo direttivo perché nello statuto è previsto che per votare si debba essere iscritti da almeno sei mesi. «I nuovi soci possono votare se in regola da almeno sei mesi dalla data della votazione», cita testualmente il regolamento associativo. Il punto è che, secondo i neofiti, di questa regola nessuno aveva parlato a chi è andato a richiedere la tessera, anzi. «A tutti è stato detto che sarebbero stati chiamati al cellulare per le prossime elezioni – spiegano dalla Follonicamare – così come a chi di noi si era proposto per entrare nel direttivo era stata accettata la candidatura senza problemi: poi ad un tratto tutto è cambiato. Nessuno discute le norme ma perché non ci è stato detto fin da subito che i neo soci non potevano esprimere il loro voto? Lo statuto non era conosciuto neppure da chi sta agli sportelli della Pro Loco? Inutile dire che qualcosa non torna: anche l'atto costitutivo è comparso sul sito internet dell'associazione solo da poco, caso strano. Poi ancora il fatto che siamo stati accusati di far iscrivere anche persone nate nel Sud Italia: ma che senso ha? Se la Pro Loco avesse associati negli Stati Uniti che problemi ci sarebbero anzi, potrebbe rappresentare una chance per promuovere la nostra città all'estero. Troppi dettagli sono poco chiari e di certo non molleremo la presa: quello che volevamo era rinnovare l'associazione. In pochi giorni abbiamo fatto entrare più soldi noi alla Pro Loco che loro in dieci anni».
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