Sicurezza
Ancora alta tensione Solo nella notte il sì a Marco Simiani
L’assemblea al Granduca si apre e viene subito sospesa Alla fine Pinzuti si dimette e apre la strada alla successione
GROSSETO. Dopo quaranta giorni di laboriose trattative ieri sera il Pd grossetano ha partorito il nuovo segretario. Ma anche in questa seconda assemblea, dopo quella di venerdì, si è faticato più del previsto per trovare un allineamento su ruoli e nomi, per mettere d’accordo correnti e sottocorrenti, capibastone e retroguardie.
Ad aprire i lavori è stato di nuovo Riccardo Vannozzi, che ha dettagliato la scaletta della serata: «Quello che abbiamo seguito _ ha messo le mani avanti Vannozzi _ è un percorso atipico, concordato con il regionale, frutto di un accordo politico che investe tutte le componenti del Pd. Non chiudere significa consegnare il partito a un commissario». A seguire c’è stato però l’intervento di Roberto Daviddi, presidente della commissione di garanzia, che ha messo in discussione l’odg. Luca Sani ha cercato di mediare e Barbara Pinzuti, invece di annunciare subito il suo passo indietro, ha chiesto una pausa di cinque minuti.
Quella che doveva essere una formalità (la ratifica delle dimissioni, della Pinzuti e del presidente dell’assemblea Vannozzi) si è trasformata nell’ennesima diatriba. L’assemblea ha poi votato all’unanimità l'odg di Vannozzi e finalmente è tornata la calma.
A dire la verità anche i numeri richiesti erano risicati. Dei 136 membri (cioè il 50per cento + 1 dei componenti dell’assemblea) che servivano per certificare questo passaggio di consegne hanno risposto presente in 128, «ma a volte lo statuto, in caso di accordi politici così ampi può essere derogato», parole di un dirigente del Pd, non condivise da tutti. Dopo le dimissioni della Pinzuti, Vannozzi ha dato lettura del documento condiviso che incoronava, di fatto, Marco Simiani. Anche qui parole e temi calibrati con il bilancino.
Infine il punto numero 5: la doppia nomina del nuovo presidente dell’assemblea (Barbara Pinzuti, appunto) e del nuovo segretario. Altra occasione di scontro: dopo aspro dibattito si va al voto segreto, che di fatto impedisce l’unanimità auspicata dai vertici.
Resta sempre in silenzio Leonardo Marras, rientrato in serata da Firenze, il regista di questa complicata operazione. Solo due parole, sotto voce, scambiate fuori dal Granduca: «Paghiamo un prezzo molto alto a questa unità. Facciamola durare».
Nei prossimi giorni sarà discussa la composizione dell’esecutivo provinciale e di quello comunale; anche qui l’asse Sani-Pinzuti ha preteso fino in fondo il rispetto delle sue condizioni. Nella segreteria di Simiani, oltre a sei membri di area renziana, ci potrebbero essere sei uomini di fiducia della cosiddetta Sinistra Dem (si parla di Fenili, Capperucci, Fabio Favali, Piandelaghi e Fanciulli). Per il capalbiese Marco Donati, invece, si profila la presidenza della direzione provinciale al posto di Franco Ulivieri. E a fine mese si saprà qualcosa in più anche del rimpasto di persone e deleghe nell’unione comunale di Grosseto. (g.b.)
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