La protesta
Piede diabetico Consegna a domicilio delle medicazioni
Il servizio è stato attivato su tutta la provincia dall’Asl 9 Non sarà più necessario recarsi in ambulatorio
GROSSETO. I pazienti della provincia di Grosseto affetti da piede diabetico hanno un servizio in più, primo di questo tipo in Italia: la consegna a domicilio delle medicazioni avanzate che questi pazienti devono fare ogni tre, quattro giorni.
La consegna domiciliare è frutto di un accordo del settore Politiche del farmaco dell’Asl 9, su interessamento dell’Associazione diabetici della provincia di Grosseto e con la collaborazione dell’unità operativa di diabetologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto.
«Non esiste un livello di assistenza per questo tipo di medicazioni a domicilio», spiega il direttore dell’unità operativa Politiche del farmaco dell'Asl 9, Francesco Lena.
«Il paziente deve accedervi in ambulatorio – prosegue Lena – ma in realtà, a parte le medicazioni iniziali eseguite da un infermiere che lo istruisce, può farle direttamente a casa sua, senza dover andare ogni tre o quattro giorni in ambultatorio. Per questo l’Asl gli consegna a domicilio le medicazioni avanzate».
Il servizio è stato attivato su tutto il territorio provinciale, anche nelle campagne, il 1º aprile e riguarda una cinquantina di pazienti. Non moltissimi, in verità, ma secondo l’Asl era importante che proprio questi soggetti avessero questo tipo di assistenza. I pazienti con piede diabetico, infatti, spesso hanno problemi di deambulazione, hanno un’età di solito avanzata e hanno bisogno di essere accompagnati da qualcuno per raggiungere l’ambulatorio medico. È chiaro che dover ripetere la trafila ogni pochi giorni diventa per loro un grosso sacrificio.
Inoltre, fino a pochi anni fa negli studi che annualmente la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa pubblica sul livello di prestazioni delle Asl toscane, l’azienda grossetana risultava avere un alto tasso di amputazioni, molte delle quali derivavano dal piede diabetico non ben curato.
Per accedere al servizio di consegna a domicilio i pazienti interessati devono presentare richiesta al proprio medico diabetologo.
Entuasiasta l’Associazione diabetici della provincia di Grosseto. «Ringraziamo il dottor Lena e tutta l’Asl per questo servizio», spiega il presidente Mario Castori. «Finalmente, dopo tanti disagi che i diabetici della provincia di Grosseto hanno avuto a causa del rifiuto da parte dei farmacisti privati di aderire al sistema webcare di distribuzione dei presidi – prosegue il presidente – ecco un tipo di distribuzione che aiuterà molti pazienti diabetici. Segno che, quando c’è la volontà, le cose si possono fare e che, in fin dei conti, si può anche fare a meno delle farmacie private. Resta da capire con quale criterio il sindacato dei farmaci rinuncia a un rimborso di 600.000 euro, previsti per la distribuzione dei presidi per diabetici, in tempi di crisi come questi: una domanda che noi utenti ci siamo sempre posti ma a cui ancora non abbiamo trovato una risposta».
Uno dei nostri pensieri: come può un sindacato dei farmacisti privati con quale criterio amministrativo può rinunciare un rimborso di 600mila euro annui in tempi di crisi: ce la siamo sempre posti, ma noi utenti non l’abbiamo trovata. Li sapranno loro i motivi reconditi.
Francesca Ferri
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