Attenzione
Paolo Borghi: «Con Simiani per l’unità»
Stasera un’altra riunione per la scelta del segretario Pd. Il vicesindaco amareggiato per lo strappo
GROSSETO. Il vicesindaco Paolo Borghi parla per ultimo. Alla vigilia dell’assemblea – decisiva – per stabilire chi guiderà il Pd nei prossimi mesi, accetta di commentare la situazione che si è creata: la segretaria in bilico, Marco Simiani che scalpita, l’ombra del commissariamento paventato dal dirigente regionale Antonio Mazzeo.
Borghi misura le parole: «Siamo in una fase delicata, di stallo, che spero si sblocchi lunedì sera (stasera, ndr). Gli sforzi di riunione, i passi indietro fatti da molti, me compreso, per trovare la quadra, al momento non sono bastati». Borghi è amareggiato dall’esito dell’ultima assemblea. «C’è qualcuno a cui non importa nulla del Pd, di ciò che ci attende nel 2016; - dice il vicesindaco - altri che sono convinti già adesso di avere in tasca la soluzione per vincere nel capoluogo e stravincere altrove. E ragionano in funzione di quell’idea. Magari anche l’unità la vorrebbero intorno a quell’idea».
Le ultime parole di Borghi sono molto chiare: «Allineare tutti si è rivelata un’impresa disumana, nonostante l’impegno e gli sforzi di Marras - aggiunge Paolo Borghi - Forse ha pesato il percorso di Marco, che pure gode del mio appoggio, forse le ragioni risiedono altrove. Non lo so. Dispiace che fuori dal partito, i giornali, alcuni addetti ai lavori, gli stessi avversari, già parlino di tregua armata, di patto di potere siglato col bilancino, di un’intesa di plastica. Ogni giorno che passa, evidentemente, veicoliamo all’esterno queste sensazioni. Un quadro negativo, che non corrisponde alla verità. Io credo che in nome di un’unità che – lo abbiamo visto l’altra sera – è molto complicata da ottenere, il Pd ha già pagato un prezzo elevato. Voglio continuare a mantenere un profilo basso, ma alla prossima assemblea - lo ripeto forte e chiaro - bisogna chiudere. Senza ulteriori concessioni verso i recalcitranti. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Nel presente e per il futuro».
Infine il vicesindaco spende due parole su Riccardo Vannozzi, ormai ex presidente dell’assemblea: «La sua disponibilità, il sacrificio di rinunciare alla carica per facilitare un percorso, non deve passare come qualcosa di scontato».
Anche ieri, per la cronaca, ci sono stati incontri, scambi di messaggi ed e-mail.
Fino all’ultimo si tenterà una mediazione per convincere la Pinzuti a dimettersi e scongiurare il commissariamento. Un pronostico che resterà incerto fino all’ultimo.
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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