Il Tirreno

Grosseto

Vertenza alla Pescatori: c’è uno spiraglio

di Ivana Agostini
Vertenza alla Pescatori: c’è uno spiraglio

Con la modifica della legge sulle calamità potrebbero arrivare le risorse per reintegrare i cinque lavoratori licenziati

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ORBETELLO. Saranno 5 i licenziamenti alla Orbetello Pesca lagunare. Quattro i dipendenti che sono stati licenziati a giugno e uno che verrà licenziato a fine mese. Un caldaista, un operaio specializzato, uno qualificato e due operai comuni. «Una procedura - spiega Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa – che è legata al danno che l'azienda ha subito durante l'alluvione del 2012». Fu, infatti, per le conseguenze provocate da quel tragico evento che l’azienda predispose l’inizio della mobilità da agosto 2014. «Una procedura – spiega Piro – messa in atto in accordo con le rappresentanze sindacali». L'alluvione e la particolare situazione economica non hanno certo aiutato la Orbetello Pesca lagunare che ha dato seguito, lo scorso mese, a 4 licenziamenti. «Sappiamo che perdere un lavoro non è cosa di poco conto e per questo - continua il presidente – l'azienda si è attivata per cercare posti di lavoro fuori dall’azienda per dare possibilità alle famiglie di non soffrire il licenziamento che come da norma è stato ufficializzato alla fine del percorso della cassa integrazione». Una situazione difficile per la quale non c'è stata altra possibilità. «I soci della cooperativa che detiene il 99% delle quote della Orbetello Pesca lagunare - dice Piro - hanno messo le mani in tasca per ricapitalizzare prendendo un prestito infruttifero di 25.000 euro a testa, predisponendo un piano industriale per il recupero della situazione. Obiettivo dell’azienda, una volta ritrovata la serenità economica, sarà quello di recuperare le persone che, nel tempo, siamo stati  costretti a fermare».

Ci sarebbe però uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. «Buone notizie - conferma Piro - arrivano dal punto di vista legislativo. Lo scorso 4 luglio è stata approvata la modifica alla legge per  le calamità naturali che hanno colpito le aziende di pesca. La legge è retroattiva per le imprese del settore pesca e dell’acquacoltura nei territori colpiti da avversità atmosferiche di eccezionale intensità a partire dall’anno 2012 e prevede risarcimenti per i danni certificati e documentati». Una legge che sarebbe una vera e propria boccata di ossigeno per l'azienda orbetellana. «Questo - sostiene uno speranzoso presidente - apre una porta dalla quale entrare di diritto dopo gli oltre 2.000.000 di euro di danni subiti dall’alluvione del novembre 2012. Una simile opportunità consentirebbe alla nostra azienda di reinvestire sia nel personale che nelle semine e negli impianti atti a creare opportunità future». Un presidente che è vicino alle famiglie di coloro che hanno perso il lavoro e che esprime rammarico per la situazione che - specifica «Non è dovuta ad una cattiva gestione delle cose».

A giocare un ruolo importante sono anche le condizioni della laguna che - sottolinea Piro - «non ci fanno stare sereni. I soci sono molto preoccupati. Basti pensare che abbiamo rilevato una temperatura dell’acqua di oltre 30 gradi e ossigeno sotto 1,00. Quindi dopo aver seminato circa 600.000 avannotti di orata viviamo la stagione con apprensione. Il nostro obiettivo - conclude il presidente - è quello di dare serenità alle 49 famiglie dei soci e alle oltre 50 dei dipendenti. Per arrivare a fare questo, però, ci dobbiamo prefiggere degli obiettivi, sacrificando, si spera temporaneamente, tutti coloro che hanno dovuto rinunciare al loro lavoro con le grandi difficoltà che questo comporta».

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