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Due ruote da Grifone d’Oro

Due ruote da Grifone d’Oro

La massima onorificenza della città alla Tommasini cicli

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Finalmente il nome è stato fatto: il consiglio direttivo della Pro Loco ieri nell'ufficio del sindaco Emilio Bonifazi, e ha votato per scegliere tra i nominativi selezionati, il prossimo Grifone d'Oro.

Quest'anno la scelta è caduta su Tommasini Cicli, azienda leader nella costruzione e vendita di biciclette su misura di alta concezione.

Il Grifone sarà consegnato dal presidente della proloco Umberto Carini alla presenza del sindaco la sera del 10 agosto in piazza Dante, di fronte alle autorità e alla cittadinanza in occasione delle celebrazioni di San Lorenzo, nell'intervallo del concerto eseguito dall'orchestra Città di Grosseto.

«Quella del Grifone è un'onorificenza importante - ha ricordato il sindaco Emilio Bonifazi - che ogni anno la città di Grosseto assegna a soggetti, persone o imprese, che si sono distinte per impegno verso la città e per l'eccellenza che hanno saputo costruire negli anni: è il caso dell'azienda Tommasini, che rappresenta come un grande esempio di imprenditoria, competenza e impegno uniti alla grande passione dei suoi fondatori e di tutti coloro che vi lavorano».

Tommasini prende il nome dal proprio fondatore Irio Tommasini che ha speso la maggior parte della sua vita intorno alle biciclette sia come maestro artigiano, sia nel mondo delle corse come ciclista. Grazie alla sua esperienza acquisita in una grande azienda milanese, nel 1957 nasce in Toscana la Tommasini che negli anni Settanta estende la sua produzione e allarga la rete di vendita in Italia e all'estero. Tutto ciò grazie all'innata passione giovanile per le due ruote, accompagnata da genialità e da una buona dose di coraggio imprenditoriale, Irio impianta, con la collaborazione della moglie Anna, una fabbrica di biciclette da corsa su misura, vanto per l'intera città.

Se per alcuni parlare di biciclette su misura è una bugia e per altri un'utopia, per Irio Tommasini è semplicemente la regola, tanto da poter essere considerato l'altra faccia del ciclismo, colui che crea lo strumento più idoneo per la prestazione.

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