Il Tirreno

Grosseto

Accusata di minacce, maestra reintegrata

di Francesca Gori

Il giudice del lavoro dà ragione alla donna che era stata sospesa da scuola: le dovranno essere pagati gli stipendi arretrati

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GROSSETO. È stata accusata di aver minacciato alcuni alunni brandendo un paio di forbici. È stata denunciata per questo nel 2011. Poi, un’altra volta l’anno successivo, ma non dagli stessi genitori che si erano rivolti alla Procura. E per quegli episodi, proprio martedì in tribunale verrà depositata, in fase di incidente probatorio, la perizia del consulente Romano fabbrizzi.

Ma c’è un giudice che una sentenza, sulla vicenda della maestra accusata di maltrattamenti, l’ha già emessa. E riguarda proprio la reintegrazione della donna al suo posto di lavoro.

Quando l’insegnante è stata denunciata nel 2011, la scuola ha deciso di sospenderla e la donna è rimasta sette mesi senza stipendio. Un periodo lungo, durante il quale la donna non ha percepito lo stipendio. Parallelamente, l’amministrazione scolastica ha anche emesso un provvedimento disciplinare nei confronti della maestra, sospendendola dall’insegnamento per un altro mese.

L’esposto presentato dai genitori degli alunni in procura quattro anni fa non è andato avanti. L’anno successivo, dopo che la donna aveva ottenuto un’altra classe, la situazione si è ripetuta: altri genitori l’hanno denunciata di nuovo e la procura ha aperto un’indagine.

«Noi siamo andati avanti sul piano della giustizia civile - spiega l’avvocato Flaminia Mensi - e abbiamo ottenuto una sentenza di reintegro dell’insegnante a scuola e anche il pagamento degli otto mesi di stipendio che la donna non aveva riscosso».

A firmare la sentenza è stato il giudice Antonella Casoli. Il giudice del lavoro non ha ritenuto di entrare nel merito dei fatti contestati giudicando illegittimo il comportamento dell'amministrazione scolastica e ha comunque evidenziato che la scuola, che avrebbe dovuto portare alcune prove del comportamento della maestra, si è sottratta al contraddittorio, senza quindi avallare le accuse che erano state mosse alla donna. «Alcuni genitori degli alunni della maestra - aggiunge l’avvocato Mensi - hanno deciso di testimoniare per lei e hanno spiegato che i loro figli non avevano mai raccontato di soprusi o vessazioni».

Una vittoria importante, in sede civile, quella ottenuta dall’avvocato Flaminia Mensi e dalla sua cliente che è potuta tornare a lavorare.

Ora la vicenda si sposta nell’aula del tribunale dove si svolgerà l’incidente probatorio e dove il consulente della procura, il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi, depositerà la sua relazione sull’attendibilità o meno delle testimonianze degli alunni della donna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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