Il Tirreno

Grosseto

Unione dei Comuni nel mirino della Cgil

di Fiora Bonelli
Unione dei Comuni nel mirino della Cgil

Il sindacato punta il dito contro le normative che rallentano l’efficienza, preoccupazione per i lavoratori

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CINIGIANO. L’efficienza dell’Unione dei comuni al vaglio dei sindacati. Ed è allarme di Fp-Cgil e Flai-Cgil per l’incertezza che rimane sulle associazioni delle funzioni. «Rischia di fallire il processo di associazione delle funzioni dei piccoli Comuni per migliorare i servizi. Le Unioni dei Comuni sono ostaggio di miopia politica e normative farraginose», tuonano i sindacati.

Riferendosi in particolare all’Unione Amiata grossetana, quelli del sindacato la mettono giù dura. «Nate come strumento per associare le funzioni amministrative, migliorare i servizi e ridurre i costi – scrivono in una nota – le Unioni dei Comuni sono ad un passo dall’implodere. Quanto sta succedendo nell’Unione dei Comuni dell’Amiata, con il Comune di Cinigiano che vuole uscire, è sintomatico di una difficoltà più generale dei processi di associazione, che pagano lo scotto di una normativa schizofrenica, continuamente prorogata ed emendata, e le ambiguità degli amministratori locali tentati dalla logica dell’autosufficienza all’insegna del “piccolo è bello”».

Secondo i sindacati a pagare lo scotto di tutto questo sono cittadini e imprese «che stentano ad avere servizi adeguati» e i lavoratori «che vivono uno stato di perenne incertezza e mancanza di punti di riferimento amministrativi».

E la cosa non vale solo per i lavoratori pubblici. Infatti, ricordano i sindacati «le nostre unioni, tutte nate dallo scioglimento delle ex Comunità Montane, garantiscono occupazione anche ai lavoratori privati dell'agro forestale che sono quelli che già hanno vissuto ritardi nel pagamento dello stipendio».

Cosa fare dunque? La palla è in mano alla politica locale.

«Si può uscire solo nella misura in cui la politica locale saprà emanciparsi dall’idea di restare aggrappata a un’autonomia decisionale che esiste solo sulla carta, ma che non sta più nella realtà delle cose. Tagli lineari, difficoltà a far quadrare i bilanci, sempre meno personale e sempre più in là con l'età. Questa la realtà delle cose. Bisogna quindi fare in modo che l’obbligo di legge dell’associazione delle funzioni si trasformi in un’opportunità reale di migliorare davvero la qualità dei servizi dei piccoli Enti locali. Ci vogliono senso di responsabilità e lungimiranza; i lavoratori sono pronti a fare la loro parte», chiudono i sindacati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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