Attenzione
Torna la scure delle Poste su 16 uffici in Maremma
Il piano di chiusure e riduzione di orari è stato scongelato e partirà a settembre. La rabbia dei sindaci: «Le nostre proteste non sono servite a niente»
GROSSETO. «Come non detto». La battuta del presidente dell’Uncem Oreste Giurlani riassume bene quello che sta per accadere. Poste Italiane infatti ha scongelato il piano per la chiusura dei suoi uffici nei piccoli comuni e nelle frazioni, senza il benché minimo cambiamento rispetto ad aprile, quando lo aveva messo in freezer. O meglio: alcuni degli uffici postali sono usciti dalla lista iniziale della scure dei tagli, ma sono nelle zona di Firenze e Lucca. Per quel che riguarda la Maremma, con i suoi sedici borghi inseriti nel piano, è tutto confermato.
Da Massa Marittima a Capalbio passando per Castiglione della Pescaia fino a Sorano, torna l’oscuro presagio della chiusura, già messa in agenda dalla società per il 7 settembre. I sindaci annunciano nuova battaglia, ma nelle loro parole si legge anche un certo scoraggiamento. «Facciamo le vittorie di Piro – dice uno di loro – Vinciamo per qualche mese e poi riparte tutto da capo, come prima». Nei giorni scorsi, tra lunedì e martedì, nelle caselle mail dei vari Comuni interessati è arrivata una nota da Poste Italiane, in cui annunciava che il tanto discusso e contestato piano di razionalizzazione è stato scongelato e che il 7 settembre prenderà attuazione. Ossia: dal sette settembre dieci uffici postali del Grossetano verranno chiusi, altri sei subiranno una riduzione dell’orario di apertura: in alcuni casi, si parla di un giorno alla settimana.
«Come se nulla fosse successo» dice Pier Andrea Vanni, vicesindaco di Sorano e presidente toscano Anci. A poco dunque sono servite le manifestazioni davanti ai presidi, le lettere all’ufficio provinciale e nazionale di Poste, le prese di posizione. Neanche il ricorso al Tar presentato da tutti i Comuni coinvolti dai tagli, perché quando è stato depositato in tribunale la società ha risposto subito, congelando il piano, salvo poi ripresentarlo non appena sono scaduti i termini per chiedere la sospensiva al giudice. Almeno questa è la teoria che si sono fatti molti sindaci. E senza la sospensiva, si dovrà attendere la sede ordinaria per arrivare a una decisione del giudice, con il rischio che intanto possano passare anni.
«Lo avevamo preso come un segno d’apertura di Poste, e invece…» dice Nicola Verruzzi da Montieri. E per quanto scoraggiati da una dinamica che sa tanto di beffa, i primi cittadini non intendono abbandonare la battaglia. Per questo già lunedì si ritroveranno tutti a Firenze insieme all’Uncem e all’Anci per studiare nuove strategie per fermare quella che tutti considerano una riduzione dei servizi essenziali. «Non lo accettiamo – dice Giurlani – Poste non si smentisce mai: prima la sospensione delle chiusure annunciate perché necessaria una rimodulazione in base anche alle singole situazioni, poi un nulla di fatto poco dopo il periodo elettorale». I membri dell’Anci e dell’Uncem poi sono fuori di sé con Poste, perché dopo il congelamento ha promesso un tavolo di concertazione con le categorie e i sindaci, senza mai convocarlo. Dunque tutto ripartirà com’era terminato: con un piano pronto a decimare gli uffici postali e i sindaci compatti sul fronte del no. Ma ci sarà anche altro di cui parlare a Firenze, lunedì. La sensazione infatti è che questo comunque sia un piano vecchio, soltanto ritardato negli anni da ricorsi e manifestazioni e che una volta attuato, possa arrivarne un altro, forse già ad ottobre. «Anche questo colpirà il grossetano – dice uno dei sindaci - Per Poste la Maremma ha la colpa di racchiudere troppi piccoli paesi e frazioni».
Dieci soppressioni e sei ridimensionamenti: ecco la mappa
Sono sedici in tutto gli uffici in Maremma che rientrano nel piano di razionalizzazione di Poste Italiane, tra chiusure e riduzioni di orario.
Chiusure a Pereta (Magliano in Toscana), Santa Caterina (Roccalbegna), Selva (Santa Fiora), Montorgiali (Scansano), Ravi (Gavorrano), Torniella (Rocca Strada), Borgo Carige (Capalbio), Buriano (Castiglione della Pescaia), Monticello Amiata (Cinigiano) e Talamone (Orbetello).
Orario ridotto (a seconda dei casi: da due giorni alla settimana a uno soltanto oppure da tre giorni a due) a Montiano (Magliano in Toscana), Montieri, Roccalbegna, Vallerona (Roccalbegna), Valpiana (Massa Marittima) e Punta Ala (Castiglione della Pescaia).
Tutti borghi già scesi in piazza la primavera scorsa e che ora potrebbero di nuovo essere chiamati alla battaglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
