La manifestazione
Multe: la Lac si difende, il prefetto controlla
Dopo il verbale da 100 euro per omesso guinzaglio parla il presidente Silveri: «Siamo legittimati»
GROSSETO. Portare in giro il cane senza guinzaglio è contro la legge, questo è un dato di fatto. Ma chi ha il potere di fare la multa ai proprietari pizzicati con Fido libero di scorrazzare?
Il punto interrogativo pende sulla città di Grosseto dove pochi giorni fa un uomo si è visto fare un verbale da 100 euro dalle guardie della Lac, Lega per l’abolizione della caccia, per aver lasciato la sua Sandy senza guinzaglio in via Monterosa.
Lui, Marco Cuomo, non batte ciglio sulla sostanza della multa: l’infrazione c’è e nessuno la mette in dubbio. Ma quelle guardie avevano davvero il potere di multarlo?
Il caso ha scoperchiato un pentolone che ribolliva da tempo. Cuomo, infatti, non è l’unico a ricevere un verbale dalla Lac. Al comando dei vigili urbani sono arrivate molte notifiche – i verbali devono passare attraverso l’amministrazione comunale perché il reato è previsto dal regolamento del Comune – e con esse altrettante lamentele dei multati che denunciano modi bruschi e piglio da sceriffo di alcune guardie.
«Mi sono arrivate lamentele di alcuni cittadini, terrorizzati dall’atteggiamento di queste guardie della Lac – spiega il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi – e perciò ho dato mandato al comandante della polizia municipale di fare un approfondimento con la prefettura per capire se queste guardie risultano iscritte».
Secondo una circolare del ministero dell’Interno di agosto 2014, a seguito di una richiesta di chiarimenti della prefettura di Viterbo su un caso simile, le associazioni animaliste sono abilitate a vigilare sul divieto di maltrattamenti sugli animali e sul loro impiego in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate, solo se sono nominate con decreto prefettizio. In questo caso hanno poteri di polizia giudiziaria, cioè possono staccare verbali. Diverso è il caso delle guardie zoofile nominate ai sensi di leggi regionali: in questo caso le guardie vigilano sul rispetto delle leggi sulla caccia, non hanno poteri di polizia giudiziaria, ma possono segnalare eventuali infrazioni alle autorità competenti. La stessa circolare ricorda che si diventa guardia volontaria solo dopo aver frequentato un corso di formazione e aver superato un esame.
E le guardie della Lac in azione a Grosseto? Sono in regola? «Siamo stralegittimati: ci sono due leggi, la legge regionale 59 del 2009 e la nazionale 189 del 2004 più un regolamento comunale, applicato in questo caso, che dicono chi sono gli agenti che possono accertare le sanzione. E le nostre guardie sono agenti di polizia giudiziaria. Mi meraviglio che il comandante della Municipale stia facendo questi controlli», dice Raimondo Silveri, grossetano, presidente della Lac regionale. «Per di più questi controlli ce li ha chiesti il Comune di Grosseto, con cui abbiamo avviato le pratiche per una convenzione», aggiunge.
La convenzione, ammette Silveri, «non è protocollata». E dal canto suo il sindaco Bonifazi precisa subito che «non esiste alcuna convenzione» e che «se l’associazione fa richiesta di fare questi controlli non significa che ci sia un accordo: le convenzioni si fanno in due».
Ad ogni modo, è vero che la Lac, che da anni soccorre animali feriti e fa controlli durante la stagione venatoria, solo da poco ha iniziato a vigilare sull’uso del guinzaglio. «In questi giorni abbiamo ricevuto una ventina di segnalazioni e richieste di intervento – spiega Silveri – per cani sciolti. Circa un mese fa al parco Giotto a Grosseto un ragazzo è stato morso da un cane senza guinzaglio che poi ha morso anche un’altra ragazza e ha ucciso una papera. Allora abbiamo iniziato a fare i controlli».
Quanto alla loro sfera d’azione, che in punta di diritto dovrebbe essere circoscritta a casi di maltrattamenti sugli animali e che quindi non comprenderebbe la semplice mancanza del guinzaglio, Silveri non ha dubbi: «Noi agiamo in base al regolamento comunale e alla legge regionale che sono norme sul benessere animale e il guinzaglio per un cane è anche un mezzo per la sua incolumità».
E mentre il Comune sta aspettando una risposta dalla Prefettura la Lac si dice tranquilla: «Abbiamo già informato il nostro ufficio legale che il Comune fa questi accertamenti. Ma sono sicuro che non riceveremo alcuna comunicazione perché agiamo in piena legittimità».
Francesca Ferri
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