Il Tirreno

Grosseto

La Cri cerca spazio fuori dal centro

di Elisabetta Giorgi

Via Mazzini è congestionata dai mezzi di soccorso: l’associazione studia due ipotesi per trasferirsi subito altrove

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GROSSETO. Dopo l’incendio che ha devastato un’ambulanza della Croce rossa nella sede di via Mazzini a Grosseto, si torna a discutere di una sede alternativa della Cri fuori dal centro storico. Consapevole delle difficoltà logistiche, l’associazione di volontariato cerca ossigeno altrove, oltre il perimetro angusto delle mura dove i residenti protestano per i troppi mezzi di soccorso che tolgono stalli a loro. «I tempi stringono», dice Hubert Corsi, presidente provinciale. Tre le soluzioni al vaglio, di cui la prima in realtà è tampone. Eccola.

In via Mazzini. Prima ipotesi: vicino alla sede della Cri c’è una corte di proprietà del Demanio militare: è un grande cortile da tempo individuato come “papabile” per parcheggiare le ambulanze sottraendole dalla strada. La proposta, che non risolverebbe certo il problema della difficilissima collocazione della Croce rossa in centro storico, potrebbe comunque decongestionare la via e far felici parecchi residenti e commercianti che vivono sulla propria pelle l’incubo dei parcheggi in centro. Per questo è stata sposata subito dal sindaco Emilio Bonifazi, che - pur non avendo un coinvolgimento “diretto” in quanto i fondi sono della Cri - si è comunque interessato alla faccenda e recato più volte a Roma per supportarla, d’accordo con il presidente della Cri Hubert Corsi. «Una soluzione tampone», spiega il sindaco stesso. «Un primo passo» che avrebbe potuto sortire qualche effetto benefico, se solo il Demanio avesse risposto invece di tacere. «Ho provato e riprovato ad attuare questa soluzione fin dall’inizio del mio mandato nel 2007, ho scritto lettere e sono stato a incontri diretti con l’Esercito, ma non siamo mai riusciti, né io né Corsi, a praticare questa soluzione», dice Bonifazi.

Zona artigianale. La Croce rossa - con il presidente provinciale Corsi e sempre a fianco del sindaco - ha quindi esaminato un altro paio di soluzioni, stavolta esterne alle mura e che non sono neppure queste andate ancora in porto. La prima soluzione prevede la possibilità di acquistare un capannone in zona artigianale (andando verso Braccagni è la prima uscita nord per le 4 corsie).

«Stiamo cercando una sede in altre zone fuori dal centro - spiega Corsi - Nella situazione di crisi che abbiamo passato, ci sono tanti capannoni non più utilizzati. E ci stiamo guardando intorno per vedere se sia possibile trasferire la nostra sede, o quantomeno una parte. Ci stiamo lavorando, abbiamo diverse opzioni». I tempi, a quanto pare, non sono veloci. Ma c’è un’altra opzione ancora. Sempre fuori dal centro.

Via Portogallo. Nella zona nord di Grosseto, in via Portogallo, dovrebbe trasferirsi un domani il Coeso che vorrebbe farne una sede per tutte le sue attività, al momento sparpagliate in più palazzi e uffici (in via Damiano Chiesa i locali sono presi in affitto; nella nuova sede sono di proprietà). Non è escluso che un’ala di questa struttura possa un domani ospitare anche la Croce rossa (con quale modalità, affitto o vendita è tutto da vedere).

«C’è questa disponibilità da parte del Coeso - spiega Corsi - e noi stiamo aspettando che ci facciano una proposta. Anche questa ipotesi è in fase di progettazione. La zona ci andrebbe benissimo: stiamo a vedere come evolve. Certo è che abbiamo urgenza, non possiamo più aspettare anni. Siamo consapevoli delle difficoltà del centro storico - conclude Corsi - e sappiamo che gli abitanti e i nostri lavoratori sono pazienti. Non riusciamo ad avere quella efficienza operativa che potremmo avere se fossimo in una sede migliore».

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