Italia
«Mio figlio, aggredito dal branco»
Parla la madre del giovane a cui un coetaneo ha rotto il naso: «Lo denuncerò»
FOLLONICA. Una testata data così, senza motivo e un adolescente finisce in ospedale con una frattura al setto nasale. Bulli? Forse. Una ragazzata che costerà cara all’autore? Anche.
Tant’è che sabato sera a Follonica la forza del branco ha dato i suoi frutti peggiori. Venti contro cinque, una manciata di sassi di piccole dimensioni tirati così a caso e la stupidità ha preso il sopravvento.
Il fatto in sé è durato pochi minuti: un gruppetto di adolescenti era seduto nel parco di ponente a parlare, in un normale sabato sera estivo. Scuole chiuse e il ritrovo tipico di molte generazioni di follonichesi, la pineta del centro città: una risata, due parole, il cellulare in mano.
Poi il passaggio di un altro gruppo, più corposo, circa una ventina di ragazzini pressappoco dell’età dell’altra comitiva. Qualcuno di questi inizia a tirare dei sassolini, ghiaino trovato in terra, uno stupido scherzo ma non violento.
Un adolescente del gruppetto colpito si alza la camicia per togliersi la breccia entrata sotto il tessuto e un suo coetaneo dell’altra comitiva gli si avvicina con aria di sfida.
«Hai problemi se vi tiriamo qualche sasso?», dice in faccia all’altro ragazzetto che preso dalla rabbia del momento non ha fatto altro che mandarlo a quel paese: «Ma vaffa...».
Dopo aver pronunciato quelle due parole chi aveva di fronte lo ha preso per le guance e gli ha tirato una testata. Naso rotto, operazione al Misericordia di Grosseto dove ancora l’adolescente è ricoverato, forse entro il fine settimana riuscirà a tornare a casa.
«Uno solo di quel gruppo è tornato indietro a chiedere scusa a mio figlio; l’altro se ne andato tranquillamente», racconta la mamma dell’aggredito.
Di quei venti ragazzini lui ne conosceva a fatica uno: quindi non c’era nessun precedente, nessun conto in sospeso, nulla che potesse far pensare che potesse accadere un fatto simile. Dopo la testata presa il giovane neppure ha chiamato i suoi, ha preferito starsene zitto e quando il padre è andato a prenderlo la sera stessa dell'episodio non si è accorto di nulla, perché l’ematoma non era ancora visibile e sul volto del figlio non c’era nulla di strano.
«La domenica mattina era in camera sua, non è uscito – spiega la mamma – io non potevo sapere che cosa era successo, ero tranquilla, pensavo dormisse. Poi il fratello mi ha detto che qualcosa non andava: quando l’ho visto mi sono accorta che aveva un occhio un po’ gonfio, mi ha raccontato la vicenda e francamente non ho dato più di tanto peso al fatto, in fondo mio figlio non aveva niente di così grave e non lamentava dolori. Il lunedì mattina invece il naso era diventato molto gonfio e l’ho portato al pronto soccorso e da lì ci hanno subito mandato all’ospedale di Grosseto: il naso era fratturato da una parte, dopo gli esami del caso lo hanno operato e adesso siamo ancora qua».
Per ora non è scattata nessuna denuncia, se non la segnalazione conseguente al ricovero del ragazzino, ma sicuramente una volta tornati a casa i genitori dell’aggredito racconteranno quanto accaduto alle forze dell’ordine. «Perché fatti del genere non succedano più si deve denunciare e non stare in silenzio», spiega la mamma.
Paola Villani
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