Il Tirreno

Grosseto

Caiata si sbilancia: «Il Grifone? Bel progetto»

Maurizio Caldarelli
Salvatore Caiata
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Salvatore Caiata

L’imprenditore senese conferma l’interesse a entrare nella cordata per il rilancio del calcio grossetano: «Per anni ho seguito i biancorossi in serie B»

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GROSSETO. «Sono molto affezionato alla Maremma e al Grosseto calcio». Salvatore Caiata, il quarantacinqueenne imprenditore senese, originario di Potenza, interessato ad entrare nella cordata che vuole far nascere una nuova società calcistica che partecipi alla prossima stagione agonistica, ripartendo dai dilettanti, dichiara il suo amore per una terra che ha conosciuto come frequentatore di Castiglione della Pescaia o di spettatore allo stadio Zecchini, in attesa di incontrare gli imprenditori con i quali vuole dividere la responsabilità della gestione del nuovo Grosseto.

«Per diversi anni - sottolinea Caiata - ho visto le partite del Grosseto ai tempi della serie B. Ci sono stati anni in cui mi sono perso pochissime partite. E tramite Ciarpi ho conosciutoPiero Camill, con il quale ho ottimi rapporti». Interpellato sulla prima riunione dal sindaco, però, Caiata preferisce non anticipare nulla e riusciamo solo a strappargli un «Mi piace il progetto». L’imprenditore senese ha lasciato sempre intendere di voler lavorare in équipe con il gruppo di imprenditori locali, non aspirando nemmeno ad un ruolo di presidente.

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Chi lo conosce parla di un personaggio che non ama le luci della ribalta, non ha smanie di protagonismo. ma preferisce lavorare nell’ombra, anche se in questi anni nella città del Palio si è fatto molti amici importanti, da Conte ad Allegri, fino ad arrivare a Giampaolo, allenatore dell’Empoli, che potrebbero rappresentare una risorsa al momento di pensare alla nascita della squadra.

Nelle prossime ore Caiata potrebbe partecipare ad un incontro con le persone che hanno dato la loro disponibilità nell’incontro in Comune dei giorni scorsi ed anche alcune nuovi imprenditori contattati dall’amministrazione comunale e dalla Banca della Maremma, che stanno facendo da garanti all’operazione. Obiettivo cominciare a capire chi vuole fare solo lo sponsor e chi vuole entrare come socio. Il Comune farà la sua parte garantendo gli impianti per la prima squadra ed anche per il settore giovanile, necessario per darecontinuità per la nuova società che, non dimentichiamolo, deve presentare alla Figc, al momento dell’iscrizione, un programma di attività pluriennale.

La nuova società, che dovrà puntare sul sociale più che sui risultati dovrà comprendere che non esiste un patron con le disponibilità economiche di Camilli, per cui dovrà essere formato un gruppo che rema nella stessa direzione. Un aspetto importante per la riuscita del progetto messo in piedi dovrà essere il coinvolgimento della città e dei tifosi, che devono essere tenuti al corrente della vita societaria. Nell’incontro tra Bonifazi e Tei con Massai, Sarcoli, Ceri, Alessandri, Rispoli, Brogelli e Cini è venuta fuori l’idea di un’azionariato popolare, come accade a Barcellona, anche se è stato ribadito che prima occorrono 2000-3000 abbonamenti per dare certezze a chi entra nella società.

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