Il Tirreno

Grosseto

Autonomi e malattia Contro l’Inps ora c’è il ricorso

di Sara Landi
Autonomi e malattia Contro l’Inps ora c’è il ricorso

La consulente malata di cancro dichiara guerra all’istituto «Alle partite Iva serve lo stesso trattamento dei dipendenti»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La prima udienza di fronte al giudice del lavoro del Tribunale di Grosseto è fissata per il 27 ottobre e già si annuncia come una causa senza precedenti nel nostro Paese. La battaglia mediatica e civile della consulente grossetana Daniela Fregosi alias Afrodite K per i diritti dei lavoratori autonomi che si ammalano ora è anche una causa legale. Il 20 giugno scorso è stato depositato formalmente il ricorso contro l’Inps dopo mesi di lavoro per preparare tutta la documentazione necessaria all’avvocatessa Lara Aranzulla di Milano che seguirà la causa.

«Voglio precisare – spiega Daniela Fregosi – che non ce l’ho tanto con l’Inps quanto con il Parlamento e il Governo che non si occupano di questa materia. L’obiettivo è di arrivare con questa causa legale a un pronunciamento della Corte Costituzionale. In questo caso si avvererebbe davvero il sogno di Afrodite K e di tutte le partite Iva».

La causa legale è uno dei frutti della stretta collaborazione avviata da Afrodite K con l’associazione nazionale dei freelance Acta che si è schierata da subito con la consulente grossetana: qualche mese fa Acta è entrata in contatto con l’avvocatessa milanese Lara Aranzulla che si è dimostrata molto interessata al tema e disponibile a portare avanti una causa legale che già dall'inizio appariva molto delicata, complessa e difficile.

Afrodite K parla di un incontro decisivo anche sul piano umano: «Si è creato subito un grande feeling e abbiamo dedicato mesi a raccogliere e studiare tutti i documenti per preparare un ricorso che vuole dimostrare al giudice del lavoro l’esistenza dei presupposti di illegittimità e inconstituzionalità nel modo in cui gli autonomi sono trattati in caso di malattia grave o prolungata».

L’associazione Acta si sta facendo inoltre carico delle spese legali promuovendo tra gli iscritti e i simpatizzanti della causa di Afrodite K un crowdfunding per coprire le spese legali. «Se non fosse per loro e per il crowdfunding – sottolinea Fregosi – non avrei mai potuto imbarcarmi in questo ricorso. Sarà una battaglia lunga e difficile anche perché, pur partendo da un caso particolare, è strutturata come una sorta di class action».

Nelle sue 25 pagine più una corposa serie di allegati il ricorso descrive la situazione degli autonomi che, oltre che con la malattia, devono fare i conti con uno Stato che non riconosce loro gli stessi diritti di un lavoratore dipendente. Il ricorso verte anche sull’assenza di condizioni agevolative per gli autonomi: non esiste infatti nella prassi dell’Inps alcuna agevolazione in termini di pagamento a favore del lavoratore autonomo con partita Iva iscritto alla gestione separata.

Il lavoratore autonomo che ha la sfortuna di ammalarsi gravemente come è successo a Daniela e che è quindi costretto ad abbandonare temporaneamente la sua attività non può ad esempio sospendere il pagamento dei contributi o chiederne la rateizzazione. La sospensione contributiva è un diritto riconosciuto per esempio agli autonomi che subiscono un evento calamitoso ma non è contemplata in caso di malattia grave come il tumore al seno nel caso della Fregosi.

Il ricorso al giudice del lavoro è il nuovo atto della battaglia ma il sogno di Afrodite K resta quello di quando tutto è cominciato. «I diritti che non ho avuto come lavoratrice autonoma colpita da cancro non torneranno indietro – dice Fregosi – ma il mio sogno è che in futuro i lavoratori possano avere una malattia dignitosa anche se sono lavoratori autonomi. Anzi, il vero successo sarà quando non ci sarà nemmeno più bisogno di mettere quelle due paroline “anche se” davanti al lavoro che facciamo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze