La manifestazione
Marini “rivoluziona” l’Unione dei Comuni
Dopo le dimissioni di Claudio Franci le redini sono prese dal sindaco di Arcidosso Nuovi input «strutturare i vari settori, creare responsabili e sistemare il bilancio»
ARCIDOSSO. L’unione comuni Amiata grossetana ha un nuovo presidente: è Jacopo Marini, sindaco di Arcidosso. Dopo le dimissioni del primo cittadino di Castel del Piano Claudio Franci si è scelto Marini, sindaco del comune più grande dopo Castel del Piano. Un segno che i comuni più grandi, sopra i 3000 abitanti e non obbligati a stare dentro l’Unione, vogliono sostenere anche i più piccoli.
Marini è ottimista: «Si tratta di lavorare parecchio - dice - Il problema è mettere a punto alcune strutture tecniche e amministrative. Chiudere quanto prima la partita dei bilanci di previsione e far funzionare il congegno». La difficoltà principale sta nelle organizzazioni degli apparati tecnici e nella nomina dei responsabili. «Laddove vi sono dei responsabili con una struttura ben congegnata, il servizio funziona benissimo come il Suap, la scuola, i tributi e altro ancora. Questo dobbiamo fare. Creare un’area e un responsabile».
Da mettere a punto e a sistema restano i lavori pubblici, la viabilità, l’urbanistica e la ragioneria. «Ma entro agosto speriamo davvero di aver sistemato tutto - prosegue - compreso il bilancio di previsione». Il neopresidente spiega che l’Unione dei comuni segna una “passaggio epocale”: «È una sorta di rivoluzione culturale e ci vuole uno scarto, uno sforzo per radicarla al meglio. Anche il concetto di sindaco bisogna che cambi: non solo sindaco del paese in cui è stato eletto, ma sindaco dell’Unione, con una visione comprensoriale».La fiducia del presidente Marini riguarda anche Cinigiano che di recente ha espresso in consiglio comunale il proposito di uscire dall’Unione e convenzionarsi (e in seguito fondersi) con un comune della Maremma. Una proposta che ha avuto un solo voto contrario, a dimostrazione che l’idea piace. Fra i motivi del divorzio, lo scarso funzionamento dell’Unione e l’aumento dei costi dei servizi, oltre alla politica geotermica: «Io spero, se l’Unione funzionerà come credo, di far cambiare idea al sindaco Romina Sani e ai suoi consiglieri e di convincerla a rientrare».
Anche Claudio Franci, presidente dimissionario, ha confermato nel consiglio comunale del 6 luglio che l’Unione già funziona «ma che restano da strutturare la ragioneria, la viabilità e i lavori pubblici». Poi ha aggiunto: «Cinigiano è abituata a entrare e uscire e adesso vuole convenzionarsi con un comune più piccolo per fare da protagonista come non lo è nell’Unione. Eppure Castel del Piano era stato solidale facendo sorgere il polo tecnologico, ideato da Castel del Piano, a Santa Rita, comune di Cinigiano. Purtroppo l’Amiata ha molti comuni deboli. Non ce n’è uno solo così grande da potersi fare carico degli altri, come in Val d’Era».
Anche Oreste Giurlani, presidente Uncem Toscana, è tornato, in un incontro tenuto ad Arcidosso il 7 luglio con sindaci, associazioni e imprese, sul tema delle politiche della montagna: «Mettere al centro le politiche per la montagna necessarie allo sviluppo dei territori in una fase così delicata di riforme istituzionali per i piccoli Comuni montani e rurali», ha detto.
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