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Grosseto

Il centrodestra apre ai Cinque Stelle

Il centrodestra apre ai Cinque Stelle

Entro ottobre gli stati generali della coalizione. Agresti: «Pronti ad affrontare le prossime elezioni»

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GROSSETO. Stati generali del centrodestra entro ottobre, con impegno preventivo sul candidato a prescindere dal suo nome. E poi apertura al Movimento Cinque Stelle. Sono le prime due tappe del percorso che, secondo Luca Agresti (ex coordinatore di Forza Italia), bisogna seguire per strappare Grosseto al Pd. Per 4 tornate elettorali consecutive (tra il 1996 e il 2011) Agresti è risultato il consigliere comunale più votato del centrodestra, guadagnandosi la fama di “campione di preferenze”.

Un consenso personale che ancora oggi rappresenta un credito da spendere. Sarà per questo che ogni suo movimento, in prospettiva 2016, suscita commenti, reazioni. Adesso si rivolge al variegato mondo che intende fronteggiare il Pd per sfilargli il governo della città capoluogo. Da un lato il Movimento 5 Sstelle (“Giacomo Gori è un amico e una persona che stimo”), dall’altro Lega, Udc, civiche e a tutti i leader di quei partiti che un tempo stavano uniti dentro ad Alleanza Nazionale, Forza Italia e poi Pdl. «Tra meno di un anno - attacca Agresti - a Grosseto si andrà al voto e nessun candidato, mi pare evidente, sarà in grado di vincere al primo turno. Si profila invece una situazione frammentata con il Pd che chiamerà a raccolta gli ultimi alleati rimasti (il Psi), il Movimento 5 Stelle che farà corsa in solitaria e noi (intendo il centrodestra) che abbiamo ancora qualche mese per decidere se vogliamo giocare la partita oppure fare testimonianza. Ecco io – lo ripeto ancora una volta – auspico che non si decida di andare in ordine sparso, ognuno con la propria bandierina in mano. Se così fosse, lo dico fin da ora, stavolta andrò al mare seguendo buona parte del nostro elettorato storico. Il mio impegno, in questa partita, ci sarà soltanto in caso di unione di tutte le componenti del centrodestra. Se dovessero invece prevalere personalismi, beghe e fughe in avanti non si conti su di me». «Dobbiamo tornare a essere rappresentativi e attrattivi per quella parte della città e delle frazioni (sfiduciata e rassegnata) che non vota più e quindi aiuta il Pd, senza volerlo» – sono ancora parole di Agresti. Poi la proposta: «Troviamoci già a settembre-ottobre. Facciamo un patto tra gentiluomini, facciamolo trasparente, davanti ai nostri elettori, in un evento pubblico. Successivamente chiunque verrà scelto, in qualunque modo verrà scelto, sia il candidato di tutti e venga sostenuto pancia a terra. Siamo in grado di prendere questo impegno? Di schierarci da subito? Di fissare dieci punti su cui siamo tutti d’accordo, prima ancora di trovare un nome? Io credo di sì. E’ solo questione di buon senso».

La bomba, Agresti, la lancia in fondo: «Non si può pensare di prendere Grosseto evitando di parlare con il M5S. Abbiamo votato insieme a Gori il 90% delle volte negli ultimi quattro anni. Una mano, quindi, mi sento di tenderla. Mi fido e abbiamo molto in comune. La mia speranza è che siano maturi i tempi, che il M5S possa chiedere e ottenere dai livelli nazionali una deroga per fare di Grosseto un laboratorio del Movimento. Li vorrei come alleati alla pari per il comune capoluogo. E sono convinto che possiamo governarci insieme». (g.b.)

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