Il Tirreno

Grosseto

Bellumori e Salvini Aria di pace e formaggio

di Ivana Agostini
Bellumori e Salvini Aria di pace e formaggio

Oggi l’incontro davanti a Montecitorio dopo il battibecco su Capalbio e i suoi vip Il sindaco incontrerà il leader della Lega alla manifestazione degli allevatori

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CAPALBIO. Galeotto fu il formaggio. Sarà proprio il formaggio, la difesa del made in Italy che oggi, a Roma, davanti a Montecitorio, farà incontrare Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio e Matteo Salvini, leader della Lega. Fra i due, nei giorni scorsi, c'è stato uno scambio di battute via social network. Salvini parlando della crisi greca aveva tirato in ballo Capalbio dicendo che ad Atene c'erano molti politici di sinistra, segno che Capalbio (chiamata anche la piccola Atene) “era piena”. Bellumori, tirato in ballo inconsapevolmente aveva replicato invitando Salvini a cena a Capalbio in modo che avesse modo di testare la grande accoglienza ed ospitalità della sua terra e della Maremma in generale. E, oggi, anche se non a Capalbio ma davanti a Montecitorio i due si incontreranno. Non si sono parlati ma sanno l'uno della presenza dell'altro e avranno modo di confrontarsi. Entrambi accanto agli allevatori, ai produttori di formaggio, agli imprenditori e alle associazioni degli agricoltori (Bellumori sarà al fianco di Coldiretti) per difendere il loro lavoro, la produzione casearia minata dall'idea di permettere la realizzazione del formaggio con il latte in polvere.

Due persone politicamente distanti ma unite nella difesa dei diritti di chi lavora. A dire il vero Bellumori non ha ancora capito il perché Salvini abbia parlato di Capalbio. «Ero al mare - racconta Bellumori - quando ho iniziato a ricevere telefonate da tutta Italia che mi avvertivano che Salvini aveva parlato di Capalbio. Non capivo. Poi ho letto e ho continuato a non capire. Forse in cuor suo ha voglia di venire dove vengono tutti e dove lui non è ancora venuto. Per questo l'ho invitato e l'ho rinviterò anche oggi».

Bellumori precisa che il suo è un invito sincero, senza polemiche. «Non voglio pensare che il leghista – precisa il primo cittadino – possa pensare come aveva affermato Silvio Berlusconi a suo tempo che quelli che votano a sinistra sono tutti dei "coglioni". È una persona di cui non condivido il pensiero ma credo che sia in grado di capire come mai il sindaco di una terra rivendichi anche il principio dell'accoglienza. A Capalbio vengono tutti e tutti ritornano». Un invito, lascia intendere il capalbiese, che potrebbe essere raccolto molto prima del previsto, magari già il prossimo mese. «Ho solo una richiesta da fare a Salvini – spiega il sindaco - di venire con la sua felpa ma di portarne due. Le sue felpe sono ormai un must. Ovunque vada ne ha una. Se viene a Capalbio deve portarne due. Una la voglio io». Bellumori sa che avrà molte cose di cui parlare con il leader del Carroccio e vorrebbe che «questa terra lui, Salvini, la conoscesse un po' di più. E' una terra che ragiona, che non ragiona solo di pancia ma che è in grado accogliere tutti a braccia aperte».

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