Il Tirreno

Grosseto

«Vendere pezzetti della scuola per aiutare i bimbi»

di Ivana Agostini
«Vendere pezzetti della scuola per aiutare i bimbi»

L’idea di un albiniese alla vigilia della demolizione dell’edificio rimasto danneggiato dall’alluvione

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ALBINIA. La scuola elementare di Albinia, presto, non ci sarà più. Fra alcune settimane di quel piccolo edificio con il tetto in eternit non rimarrà più nulla, solo uno spazio vuoto che lascerà il posto alla nuova scuola, quando verrà costruita.

La scuola elementare fu invasa dal fango il 12 novembre del 2012. L'alluvione di San Martino non risparmiò nulla, nemmeno un luogo che era stato, fino a poche ore prima, luogo di studio, gioco e allegria per tanti bambini. Il fango travolse tutto, i banchi su cui tanti alunni si erano succeduti nel tempo, i libri, i lavoretti dei bambini. Tutto venne coperto da una patina marrone. La situazione venne ritenuta talmente grave che l'edificio fu dichiarato inagibile. Sono passati quasi tre anni da quel 12 novembre. Quell'edificio è rimasto lì ad aspettare che la sua sorte si compisse. In questi tre anni è stato violato. E' stato oggetto di vandalismo, alcuni vetri sono stati spaccati, qualcuno dentro ha anche provato ad accendere un fuoco rischiando, forse, di mandare tutto in fumo.

Ieri la consegna dei cantieri. Immancabile, da parte degli albiniesi, un attacco di nostalgia per chi in quella scuola ha trascorso momenti belli, ha imparato a leggere e scrivere. E così alcuni si sono fatti prendere dai ricordi. Fra gli albiniesi nostalgici anche Bruno Fallani che è stato alunno della scuola elementare dal 1981 al 1985. Prima di lui sua sorella che purtroppo non c'è più. La demolizione è, ovviamente, necessaria. Bruno, fra un ricordo e l'altro, ha però fatto una proposta. Una cosa simbolica. «Perché non prendiamo le tavolette del parquet della palestra e le vendiamo per una cifra simbolica di un euro? Il ricavato lo diamo ai bimbi delle elementari».

Il parquet è stato quasi tutto sollevato dopo che le acque dell'Albegna entrarono con forza in quella scuola. E' rimasto lì tre anni. Ora una tavoletta, un pezzo di quella palestra potrebbe diventare un ricordo. Così come successe con i pezzi del muro di Berlino ognuno potrebbe portarsi a casa un pezzetto di quella scuola, un ricordo e al contempo fare qualcosa di buono per i piccoli alunni di Albinia.

Fallani non sa se la cosa può essere fattibile. Certo, ora l'impresa ha preso possesso del cantiere ed entrare dentro l'edificio potrebbe richiedere autorizzazioni speciali. Ognuno potrebbe mettere dietro pochi centimetri una data, quella del 12 novembre oppure quella della demolizione. Insomma, la vita va avanti ma un piccolo ricordo potrebbe anche servire a fare del bene.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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