Il Tirreno

Grosseto

L'orgoglio biancorosso sfila in città

Stefano Fabbroni
Un momento del corteo (foto Bf)
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Un momento del corteo (foto Bf)

Un tripudio di bandiere, cori e fumogeni: i sostenitori del Grosseto manifestano il loro attaccamento alla società che sta cercando un acquirente

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GROSSETO. Un tripudio di bandiere biancorosse, cori e fumogeni, una folla in festa come per la conquista di una promozione dell'Us Grosseto. E' stata questa la serata dell'Orgoglio biancorosso che si è svolta martedì sera partendo dallo Chalet di piazza del Popolo per snodarsi lungo corso Carducci e le vie del centro storico.

I sostenitori di sempre hanno manifestato a squarciagola il loro attaccamento ai colori di una società che sta attraversando un momento cruciale della sua storia, alla ricerca di un acquirente che possa garantirne la sopravvivenza in un calcio minore. Nessun problema di ordine pubblico, nonostante la presenza di forze dell'ordine, nessun riferimento offensivo a questo o all'altro personaggio ma solo un lungo cordone di tifosi ha espresso nella massima civiltà la sua rabbia ma allo stesso tempo un'unione di pensieri e desideri, in alcuni casi accompagnata da un velo di commozione.

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Vere scene da stadio, con un tragitto lungo il corso che ha registrato alcune soste per far partecipare tutti al tifo in una serata che, come pochi precedenti, ha visto una Grosseto sportiva, e non solo, unita.

C'erano tifosi storici come Maurizio Maggio e Paolo Volpi, Maurizio Giuliarini, Simone Ceri, Alessandra Peppetti, insieme ad intere famiglie con bambini festanti.

Slogan ben scanditi a voce come “Biancorosso è il simbolo sublime di vittoria”, “Alè alè alè Grifone alè”, “diffidati con noi”, hanno accompagnato ogni passo del corteo che per tutta la serata non ha cessato un attimo di camminare, come non ha mai smesso di battere il cuore di una città ferita che non vuole che il gioco più popolare d'Italia a Grosseto sparisca dai radar dell'interesse nazionale.

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