Inceneritore, la Lipu ora minaccia un’altra impugnazione
Secondo l’associazione nel procedimento per la nuova Via non è stata considerata la presenza di zone umide tutelate
SCARLINO. Comunque vada, qualunque sia la decisione dei tecnici e della Regione, l’esito del terzo capitolo della saga è già scritto: le eventuali nuove autorizzazioni per l’inceneritore di Scarlino saranno impugnate. Davanti al Tar, ma anche in sede civile. L’annuncio è stato fatto venerdì pomeriggio da Maria Patrizia Latini, rappresentante Lipu davanti a Gianni Taddei, presidente della commissione d’inchiesta pubblica chiamata a esprimersi sul procedimento.
«Se questo procedimento andrà avanti – ha detto Latini – lo impugneremo in tutte le sedi opportune». Questa volta però non c’entra l’impatto ambientale che potrebbe causare la ripresa dell’impianto, chiuso da gennaio dopo la sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato, almeno non direttamente: è una questione di forma, di iter. C’è «un’incompetenza assoluta di legge della Regione in relazione al procedimento integrato Via e Aia» dicono dalla Lipu; incompetenza intesa come il non aver diritto a decidere sull’area in questione, poiché, riprendono dall’associazione, «la riserva umida di interesse internazionale Padule di Scarlino e la vicina riserva umida Diaccia Botrona sono tutelate dalla convenzione internazionale Ramsar ed entrambi i siti, soprattutto il Padule rispetto al quale l’inceneritore si trova nell’area contigua, possono avere gravissimo impatto ambientale negativo dalla riapertura dell’impianto di incenerimento rifiuti».
D’altro canto, distano in linea d’aria un paio di chilometri dall’impianto. E proprio per il particolare pregio e il riconosciuto interesse internazionale, secondo la Lipu la competenza a rilasciare o meno nuove autorizzazioni a Scarlino Energia sia ministeriale. «Riteniamo che la competenza per il procedimento transfrontaliero sia esclusivamente del Ministero dell’ambiente, anche per un’uniformità di decisioni su tutto il territorio nazionale relativamente alla tutela e protezione ambientale delle aree umide di importanza internazionale Ramsar».
Un aspetto nuovo in questo romanzo amministrativo, mai saltato fuori (almeno non in questo modo) nei capitoli precedenti. Un aspetto che comunque dovrà essere tenuto di conto, non solo per l’annuncio della Lipu, ma anche perché è stato tutto verbalizzato nella prima audizione dell’inchiesta pubblica. E Latini, in quell’occasione, è stata chiara con Taddei: «se andrete avanti, impugneremo il procedimento». Se la decisione della Regione sarà quindi quella di rilasciare nuove autorizzazioni, per la terza volta l’inceneritore scarlinese tornerà in tribunale. Prima del verdetto comunque ci sono altri passi da compiere. C’è la conferenza dei servizi, convocata nuovamente per venerdì, alla vigilia della seconda audizione dell’inchiesta pubblica, in agenda per sabato mattina alle 10 in sala Tirreno, a Follonica. Per chiunque voglia partecipare a questo procedimento, occorre compilare la richiesta scritta e inviarla entro le 48 ore precedenti alla riunione.
Alfredo Faetti
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