La manifestazione
Fra Matteo e Gigi scintille sul web
Il leader del Carroccio ironizza sui politici “capalbiesi”. Il sindaco Bellumori replica: «Vieni, ti invito a cena»
CAPALBIO. Matteo Salvini, di nuovo. Il segretario della Lega Nord è ormai un nome frequente alle cronache maremmane, capace di spaziare su argomenti e territori. Ha iniziato con l’affondo sulla gestione dei profughi accolti a Massa Marittima, ha continuato a Grosseto e Follonica durante la campagna elettorale per le regionali.
E ora, riempita la zona nord e il capoluogo, è sceso a sud, a Capalbio per la precisione, tirata in ballo con una battuta dopo il voto del referendum in Grecia.
«Oggi ad Atene era pieno: c’era tutta la sinistra, c’era Vendola e c’era Grillo – ha detto non appena ufficializzato il No ellenico – Si vede che hanno trovato pieno a Capalbio e sono andati ad Atene a passare il fine settimana».
Il riferimento è ovviamente alla nomea radical chic delle spiagge capalbiesi, chiamate in causa da Salvini per attaccare i suoi avversari politici. Una battuta che non è piaciuta più di tanto agli abitanti della Piccola Atene.
«Meglio non commentare questo qua» dice Claudio, un capalbiese condividendo la notizia sui social network. In compenso, a rispondere a distanza al leader del Carroccio è stato il sindaco Luigi Bellumori, che lo ha invitato a pranzo.
«Capalbio, come tutta la Maremma è terra ospitale» dice il primo cittadino. «Se a Salvini fa piacere, senza tante battute e gli impegni glielo permettono, lo aspetto a colazione o a pranzo».
Un invito sincero, che Bellumori assicura rispetterà se il segretario della Lega darà la sua disponibilità.
«Magari comprende di più sul perché questa terra è amata e chi vi viene poi al desiderio di ritornarci. E lo fa» continua Bellumori. Il sindaco non ci sta che il nome del suo paese venga tirato in ballo in battute davanti ai microfoni, carico di luoghi comuni che ormai si trascinano da diversi anni. Ma riavvolgiamo il nastro e ripercorriamo questa polemica a distanza, nate e cresciuta tra tv e internet.
Domenica, più o meno l’ora di cena: da Atene arrivano i primi exit pool e a tutti appare chiaro che sarà il No a spuntarla. Una vittoria sposata anche dai politici italiani in forte contrasto con le politiche dell’austerity portate avanti da Bruxelles: vedi Beppe Grillo, Nichi Vendola e appunto Matteo Salvini.
Ma se i primi due sono volati ad Atene per seguire dalle piazze l’esito del referendum, il leader leghista se n’è rimasto in Piemonte e quando le troupe di giornalisti lo hanno raggiunto per un commento, lui ha risposto così, con quel «si vede che hanno trovato pieno a Capalbio e sono andati al mare ad Atene».
Dichiarazione che nel bene o nel male colpiscono il web, dato che nel giro di poche ore le parole di Salvini vengono riproposte su ogni social.
Finché non arrivano alle orecchie di Bellumori, il quale non vuole scendere sui dettagli greci quanto piuttosto vuole difendere il buon nome del suo comune.
Parla così di «terra ospitale», non chiusa nei confini della sinistra di cashmere, ma aperta a tutti: per questo ha deciso di invitare Salvini nel borgo, colazione o pranzo che sia.
«Magari capisce perché questa terra viene amata» dice Bellumori, l’ultimo in ordine di tempo in Maremma a rispondere al segretario della Lega.
I primi a farlo furono i soggetti che hanno in carica l’accoglienza profughi nel massetano, che risposero per le rime quando arrivò l’affondo sull’accoglienza.
Poi è stato il turno di tutta la politica non leghista durante la tappa elettorale in Maremma, da Gianni Lamioni fino a Leonardo Marras. Si vede che Salvini ha un debole per queste terre.
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