Il Tirreno

Grosseto

Accoglienza immigrati «Qui siamo al completo»

di Fiora Bonelli

I sindaci dell’Amiata declinano l’invito del governatore Rossi a ospitare migranti Tra i motivi, l’assenza di strutture adatte e i tanti stranieri già presenti

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CASTEL DEL PIANO. L’Amiata è già piena di immigrati e altri non sono sostenibili. Oltretutto strutture adatte ad accoglierli non ve ne sono, anche se i vertici toscani non vogliono sentir parlare della mancanza di strutture.

I sindaci dell’Amiata dicono «no grazie», adducendo le loro ragioni, all’invito del governatore della Toscana Enrico Rossi e della presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti che hanno fatto recapitare loro una missiva in cui si richiamano tutti al senso di responsabilità, indicando nell’accoglienza diffusa il metodo migliore per accogliere i profughi. Una lettera che non ha il taglio dell’obbligatorietà, ma che parla di “solidarietà e di diritti umani”.

Su questi concetti i sindaci non discutono e li condividono pienamente; eppure, nonostante tutto, la montagna – dicono – non può sostenere altre presenze: lo spazio non c’è.

Lo specificano, con qualche distinguo e differenza di impostazione nel ragionamento, i sindaci di Roccalbegna, Santa Fiora, Castell’Azzara, Castel del Piano e Semproniano.

«La mia comunità – spiega Massimo Galli primo cittadino di Roccalbegna – non ce la fa più. Non avendo nemmeno strutture disponibili, stavolta sono costretto a dire no».

Stessa linea del sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi. «I nostri paesi – dice – sono poco popolati e l’arrivo di numeri così alti di migranti provoca sicuramente una insostenibilità del problema. L’impatto di ulteriori arrivi sarebbe davvero intollerabile. Ne abbiamo a centinaia nel nostro comune. Fra l’altro, alcuni si sono integrati bene, altri molto meno. La gente ha anche qualche perplessità perché spesso non si sa chi siano queste persone. In ogni caso, nei nostri piccoli centri non è come in città dove le presenze sono diluite. Qui sono visibilissimi e congestionati nei borghi. Per cui adesso siamo al completo».

Il sindaco di Semproniano Miranda Brugi batte l’accento sulla mancanza di strutture pubbliche idonee. «Sebbene io creda che ciascuno di noi si debba accollare i problemi e non scaricarli sugli altri – dice – tuttavia non ho locali adatti. La scuola di Catabbio è col tetto pericolante, quella di Petricci è in uso a un’associazione. I privati non sono interessati a questo tipo di accoglienza. Dunque siamo obbligati a rispondere no».

Fosco Fortunati, sindaco di Castell’Azzara, chiarisce di «essere molto sensibile alle problematiche umanitarie. Perònon ho strutture nel territorio né associazioni in grado di gestire questa cosa. Chi li guarda? Chi li supporta nell’operazione? Stesse domande che mi pongo a livello nazionale. Siamo in grado di accoglierli tutti? E di gestirli? Oltre tutto se si aumenta in modo spropositato il numero degli accolti, si inaspriscono i rapporti e le modalità di integrazione che già fanno fatica adesso».

«Castel del Piano strutture idonee non ne ha – spiega il sindaco Claudio Franci – comunque valutiamo l’evoluzione della situazione. Faccio presente che noi abbiamo già oltre 750 immigrati e come comune amiatino siamo, credo, quello che ne ha di più. E lo sforzo e la fatica dell’integrazione non è cosa da poco. In ogni caso la prefettura può obbligare i privati a mettere a disposizione le strutture, se vi sono, e affidare alle associazioni e alle cooperative iscritte nell’apposita lista, la gestione degli eventuali immigrati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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