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Trasporti: rimborsi decimati, rischio blocchi

Trasporti: rimborsi decimati, rischio blocchi

La Cna mette in guardia: alla scadenza delle imposte arrivano tagli del 70% sulle deduzioni forfettarie

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GROSSETO. In questo afoso inizio luglio dal governo arriva una doccia fredda per gli imprenditori del settore dei trasporti, ma non è affatto una doccia rigenerante. Martedì 2 luglio l’Agenzia delle entrate ha divulgato una nota con cui ridefinisce l’importo delle deduzioni forfettarie, quelle cioè relative alle spese non documentate, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore.

«Contrariamente a quanto governo e ministero dei Trasporti avevano garantito alle organizzazioni nazionali del settore, gli importi sono stati ridotti del 70 per cento con l’aggravante di una retroattività (la misura influenzerà l’esercizio 2014) che, in barba alla crisi del settore e allo Statuto sui diritti del contribuente, riapre i conti di un esercizio che i più erano certi di essersi lasciati alle spalle», lamenta Renzo Alessandri, direttore della Cna di Grosseto.

Le deduzioni forfettarie giornaliere valide per il 2014 e modificate sono: 6,30 euro per i trasporti nel comune in cui ha sede l’impresa a fronte dei 18 euro precedenti; 18 euro per trasporti oltre il comune in cui ha sede l’impresa, ma entro i confini della regione o delle regioni confinanti a fronte dei 56 precedenti; 30 euro oltre il predetto ambito territoriale regionale a fronte dei 92 precedenti.

«Il venir meno agli impegni presi con il mondo dell’autotrasporto e la cancellazione di risorse che costituiscono l’ossigeno per una grande parte del settore, in un momento come quello attuale, è assolutamente inaccettabile – dice Alessandri – Ancor più inaccettabile è il fatto di venirne a conoscenza adesso, a tre giorni dalla prima scadenza delle imposte».

Le associazioni del settore minacciano il fermo dei trasporti se nelle prossime settimane il governo non farà un passo indietro.

La trattativa è ancora in corso e confidando nel suo buon esito la Cna invita le circa quattrocento imprese locali interessate da tale misura a differire il pagamento della imposte al 20 di agosto, utilizzando quindi l’ultima scadenza prevista e accollandosi la penalizzazione dello 0,40 per cento.

«Se la soluzione dovesse essere diversa, nessuno si appelli al senso di responsabilità dei trasportatori e di coloro che li rappresentano – dice Alessandri – L’alternativa di un fermo convocato in piena stagione turistica, giunti a quel punto, potrebbe essere inevitabile».

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