Il Tirreno

Grosseto

orbetello

Le ceneri di Trisolini all’Argentario

di Ivana Agostini
Le ceneri di Trisolini all’Argentario

L’uomo annegato alla Giannella sarà cremato per sua volontà

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. «Abbiamo fatto tutto il possibile per salvarlo». Lo dice Marco Amorevoli, bagnino del Bagno Nettuno sulla spiaggia della Giannella, al confine tra i comuni di Orbetello e di Monte Argentario, dove venerdì ha perso la vita in mare Massimo Trisolini, un settantaquattrenne residente a Poppi (Arezzo).

L’uomo era in mare a fare il bagno quando ha accusato un malore. Immediati quanto vani i soccorsi. In quel momento a fare servizio sulla spiaggia in quel tratto della Giannella, c’erano Marco Amorevoli di 27 anni e il suo collega, Andrea Zanetti di 18. «Una signora ci ha detto che un uomo accanto a lei aveva avuto un malore e siamo subito intervenuti portandolo a riva», racconta Marco.

Sono attimi, frazioni di secondo che possono valere una vita. Marco e Andrea hanno agito subito, hanno portato l'uomo a riva. «Mi sono subito reso conto – racconta Marco – che la situazione era drammatica». Un intervento nuovo, un caso che ai due non era mai capitato, e men che meno al giovane Andrea, bagnino diciottenne.

«In spiaggia c’era una dottoressa che è subito intervenuta ne che ringrazio per l’aiuto che ci ha dato – dice Marco –. Abbiamo provato la rianimazione fino a che non sono arrivati i soccorsi ma, purtroppo, inutilmente».

Hanno anche liberato le vie aree dalla poca acqua che aveva ingerito ma per lui non c’è stato nulla da fare nonostante i due bagnini abbiano messo in pratica tutte le loro conoscenze in tema di manovre cardio respiratorie.

Marco e Andrea sono comunque fieri di aver fatto tutto il possibile. «La cosa più difficile è stata cercare di mantenere lucidità e freddezza nel ricordare tutto quello che ci è stato insegnato. Un conto è un manichino – dice il bagnino – un conto è un uomo».

Loro due però lo hanno fatto, entrambi. Sono stati lucidi e professionali nonostante per loro tutto fosse una novità. Una esperienza che non dimenticheranno molto facilmente, un trauma forse per il ragazzo più giovane. Un qualcosa che i due porteranno dentro di sé dispiaciuti per non aver salvato la vita all’uomo ma fieri di aver fatto tutto quello che era in loro potere. «Dobbiamo sempre essere vigili e pronti – conclude Marco – e i bagnanti devono collaborare con noi cercando di seguire le regole base, non gettarsi in acqua troppo accaldati, non fare il bagno dopo mangiato».

Nel frattempo la famiglia della vittima ha deciso di rispettare la volontà del congiunto. Massimo Trisolini sarà cremato lunedì a Livorno e le sue ceneri saranno sparse in mare nelle acque adiacenti l’Argentario.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa