Il Tirreno

Grosseto

Iniziano i lavori per l’argine remoto

di Ivana Agostini
Iniziano i lavori per l’argine remoto

L’opera da due milioni di euro è uno dei principali interventi anti alluvioni lungo il corso del fiume Albegna

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ORBETELLO. «Il 7 luglio partiranno i lavori per l'argine remoto». Ad annunciarlo è direttamente la Regione. Dopo molti annunci, dunque, finalmente, si parte. L'argine remoto sull'Albegna è l'opera che consentirà di ridurre il rischio idraulico in tutta la zona compresa tra la Marsiliana e il Magione Radicata duramente colpita dalle alluvioni del 12 novembre 2012 e del 14 ottobre 2014.

Ad aggiudicarsi l'opera, la ItalScavi. Alla ditta aggiudicataria che ha portato i suoi macchinati in Maremma già da giorni, il cantiere sarà consegnato il prossimo martedì. La ditta sì è aggiudicata l'appalto per 2 milioni di euro e, in base al capitolato, consegnerà i lavori in 240 giorni. La partenza dell'argine avverrà nel territorio di Manciano, dato che il Comune di Orbetello deve realizzare la variante urbanistica. Variante fino a poche settimane non necessaria, dato che il regolamento urbanistico lagunare contempla le opere idrauliche. A renderla necessaria la richiesta, da parte di una proprietà interessata dagli espropri, di una somma maggiore di denaro. In attesa, perciò, che il Comune realizzi la variante l'opera partirà a monte.

L'argine remoto consiste nella costruzione di una arginatura per un tratto di 5 chilometri da valle del ponte di Marsiliana fino, in sinistra idraulica, all'altezza della confluenza con il torrente Patrignone. La direzione dei lavori sarà del Consorzio di Bonifica.

Una partenza attesa da tutta la popolazione alluvionata che, comunque, data la durata dell'opera, trascorrerà un inverno non ancora in sicurezza. Un percorso, quello verso l'argine remoto, seguito molto da vicino dai Comitati degli alluvionati che hanno sempre lottato e continueranno a lottare, non solo perché siano rispettati i tempi di realizzazione ma anche perché si continui a scavare l'Albegna che deve essere riportata alla sezione omologata del 1967.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Enrico Rossi e dal nuovo assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni. «Abbiamo fatto un altro passo avanti per il completamento delle opere che avevamo previsto dopo le drammatiche alluvioni in Maremma, che permetteranno di migliorare la sicurezza idraulica in tutta la piana dell'Albegna – ha commentato il governatore Rossi – Anche in questo caso la Regione ha rispettato gli impegni presi con i cittadini appena dopo gli eventi che li avevano colpiti. Il sistema Toscana funziona, grazie anche alle ultime normative messe in campo nel settore della difesa del suolo che stabiliscono le chiare responsabilità e gli impegni di tutti e fanno sì che le opere vadano avanti e si concludano nei tempi stabiliti».

«L'apertura di un cantiere per un'opera importante e attesa come quella dell'argine remoto sull'Albegna è sempre una buona notizia – ha aggiunto il neo assessore all'ambiente, Frantoni – Adesso la Regione, che ha mantenuto l'impegno preso, vigilerà e monitorerà con attenzione perché i tempi siano rispettati».

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