Il Tirreno

Grosseto

Piccola ma intelligente Ecco la nuova università

Il Polo grossetano sembrava condannato dalla crisi, poi la svolta “teledidattica” Risparmi enormi, 150 iscritti, 4 corsi confermati per il 2016 e tanti progetti

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GROSSETO. La crisi fa male, ma al tempo stesso può aguzzare l’ingegno. Spingendo a esplorare nuove strade, spesso più virtuose di quelle abbandonate.

Questa sembra essere un po’ la storia del Polo universitario grossetano. Legato a filo doppio a “madre Siena”, sbollite le euforie milionarie degli anni d’oro di Fondazione Mps il Polo di Grosseto sembrava condannato a morte certa. I sogli di grandeur del “grande Polo” che inaugurava un nuovo corso all’anno (vedi giurisprudenza), che reclutava personale, che apriva succursali da Orbetello a Follonica e ambiva a farsi casa nell’ex Biblioteca Chelliana di Grosseto, tutto d’un tratto s’è trovato a un bivio: chiudere o cambiare.

Tra tanti che, da Siena a Grosseto, hanno pensato fosse meglio defilarsi, c’è stato invece anche chi ha deciso di resistere e di farsi venire qualche buona idea per non buttare via tutto. E così è nato il Polo universitario grossetano del presente, e magari del futuro.

Costretti dalle bollette a ridurre ogni cosa “fisica” non strettamente necessaria (dalle strutture ai cda, dai docenti al personale), i nuovi amministratori hanno puntato dritti al “virtuale”: la teledidattica, insomma, che consente di insegnare e laureare con il numero minimo indispensabile di risorse. La lezione, col professore in cattedra, è a Siena, ma in diretta video è al tempo stesso nelle aule di Grosseto. Il risparmio (anche per lo studente, non più costretto a emigrare) è enorme. E se poi le cose sono fatte bene, la qualità dell’insegnamento resta intatta.

I nuovi vertici del Polo grossetano (tutti peraltro volontari non retribuiti) le cose sembrano averle fatte per bene. E ora, paradossalmente, Grosseto si ritrova ad avere una piccola ma “modernissima” esperienza universitaria che – come rivendica con orgoglio Antonio Capone, direttore di Assindustria e presidente del comitato scientifico del Polo – potrebbe diventare un modello per tante altre realtà italiane.

Il primo anno (2014) della “rivoluzione” è stato subito un piccolo successo. Ben 150 studenti, infatti, si sono iscritti ai quattro corsi di laurea attivi: Economia e commercio, Scienze economiche e bancarie, Scienze storiche e del patrimonio culturale e Infermieristica. Le lezioni si tengono nelle sedi di via Ginori e di via Zanardelli (ex Gil): qui, con il supporto della tecnologia, e di qualificati “tutor”, gli studenti grossetani sono praticamente in aula con i colleghi senesi e possono interagire in tempo reale con i docenti in cattedra.

«Deve essere chiaro _ spiega la presidente del Polo Universitario, Gabriella Papponi Morelli _ che non stiamo parlando di università telematiche, bensì di aule collegate in tempo reale e interattive, a parità di condizioni con gli studenti presenti a Siena e anche con più servizi».

Che prospettive di crescita ci sono, per un’università del genere? Intanto c’è l’ottima notizia che nel 2015 - 2016 tutti e quattro i corsi sono confermati. Accanto agli studenti che passeranno al secondo anno troveranno posto dunque anche i nuovi iscritti che – ed è questa la nuova scommessa su cui si punta – si spera siano almeno pari o ancor più dei 150 del 2014.

Poi c’è la convinta conferma dell’appoggio da parte del Comune di Grosseto, ribadita con forza dal sindaco Emilio Bonifazi: il contributo di 200.000 euro annui non si tocca, così come la concessione di strutture come quelle di via Saffi e dell’ex Gil.

«Siamo ottimisti sul numero delle iscrizioni – incalza l’assessore alla cultura Giovanna Stellini – anche perché il Polo di Grosseto è l’università di Siena e l’università di Siena è tra le migliori d’Italia, di quelle che danno lauree vere e spendibili nei curriculum».

Infine ci sono i progetti, concreti, che consolidano l’esistente e promuovono il futuro. Su tutti quelli in collaborazione con l’Asl 9 e il sempre più importante corso di infermieristica.

Si attiveranno master di alta formazione, sono già in itinere convenzioni con gli ordini professionali di medici e infermieri, spiega il neo vicecommissario Daniele Testi.

«Per un periodo è girata voce che infermieristica avrebbe chiuso. Tutt’altro – assicura Testi – il corso è sempre più stabile e potenziato».

Emilio Guariglia

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