Il Tirreno

Grosseto

in tutta la provincia

Si apre la stagione del rischio Prefettura e Comuni in allerta

di Alfredo Faetti

GROSSETO. Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Fenice Capanne a Massa Marittima: disastri che non devono ripetersi. È questo il motto che ha attraversato il tavolo di ieri in Prefettura,...

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GROSSETO. Marina di Grosseto, Castiglione della Pescaia, Fenice Capanne a Massa Marittima: disastri che non devono ripetersi. È questo il motto che ha attraversato il tavolo di ieri in Prefettura, dove insieme ai funzionari si sono seduti tutti i Comuni della Maremma per stilare regole e comportamenti idonei alla base della campagna antincendi boschivi 2015.

Dalle torrette di avvistamento alla manutenzione delle strade poderali (per garantire il transito dei mezzi di soccorso), dai compiti di sorveglianza dei sindaci ad un numero davvero consistente di personale attivo 24 ore su 24: un vasto sistema di tutela che, a seconda dei territori, interesserà tutta la provincia.

Ieri si è aperta ufficialmente la stagione del rischio incendio e con lei arriva il divieto assoluto di accendere fuochi ovunque, se non nei barbecue o nelle strutture attrezzate.

Pena per i trasgressori: una multa che può superare i duemila euro.

E se questa è la regola comune imposta dalla Regione Toscana, i vari rappresentati dei Comuni hanno illustrato al prefetto Anna Maria Manzone quali sono le proprie problematiche rispetto a questi fenomeni e insieme è stato deciso di rivolgere un’attenzione particolare verso quei territori colpiti da incendi dolosi.

Dal canto suo, la Prefettura ha invitato i sindaci ad avvalersi di tutti i loro poteri (ordinanze) per prevenire questi disastri: dal bonificare quelle zona ricoperte di sterpaglie o altri materiali infiammabili alla manutenzione delle strade di campagna fino all’impiego no stop delle polizie municipali e del corpo forestale, chiamato a sorvegliare sulle nuove norme in materia, entrate in vigore con criteri più stretti.

Ma il tavolo in Prefettura è stato utile anche per compiere passi importanti, come l’adozione del “Piano integrato per la prevenzione degli incendi boschivi nel territorio del Comune di Monte Argentario”.

«Il Comune – dicono dal municipio di Santo Stefano - dedicherà massima attenzione al contrasto delle condotte imprudenti o pericolose nella fruizione delle aree pubbliche o private con consistente presenza di sterpaglie o altri materiali altamente infiammabili, sarà verificata periodicamente la fruibilità e percorribilità delle strade poderali e di campagna, anche private, al fine di consentire l’agevole percorrenza dei mezzi di intervento antincendio in caso di necessità».

Più vasta invece l’azione messa in campo nella zona nord, che interesserà ben otto comuni tra Maremma e Val di Cornia (Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada, e in parte Gavorrano, Suvereto e Piombino), per un’area complessiva di circa 125mila ettari e ventisette operatori addestrati all’evenienza sempre pronti a intervenire.

Tutto coordinato dall’Unione dei Comuni Colline Metallifere. «Prevenire è la parola d’ordine» dicono dall’ente, che ha già attrezzato diverse torrette di avvistamento così da intervenire alla prima colonna di fumo.

«La repressione degli incendi boschivi – spiegano dall’Unione - è garantita 24 ore al giorno da operatori in servizio e in reperibilità muniti di fuoristrada allestiti con moduli antincendio leggeri, di un’autobotte e di attrezzature idonee allo spegnimento di incendi, personale tecnico che svolge la funzione di Direttore delle operazioni di spegnimento coordinando le varie strutture operative, mezzi aerei regionali e nazionali».

Insomma. Una sorta di task force che prevede l’impegno e il coordinamento dei vari enti in nome di una sicurezza pubblica. La stagione “ad alto rischio” è cominciata. Occhio a distrazioni che possono provocare disastri, o a piromani pronti a colpire di nuovo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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