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Grosseto

Bonifazi cerca imprenditori per rilanciare la società

Bonifazi cerca imprenditori per rilanciare la società

Amareggiato dalle parole del Comandante: «Faremo un appello pubblico» Mansi e Ceri hanno un progetto ma l’offerta deve essere ampliata al massimo

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«Non ho la bacchetta magica, ma l’amministrazione comunale sta lavorando da settimane per individuare un percorso in grado di salvaguardare il futuro calcistico del Grosseto. Come abbiamo sempre fatto, e a prescindere dalle parole del Presidente Camilli».

Il sindaco Emilio Bonifazi parla del futuro del calcio a Grosseto, dopo la mancata iscrizione dell’Unione sportiva alla Lega Pro, che fa ripiombare la squadra biancorossa tra i dilettanti dopo tredici anni. «Bisogna trovare qualcuno - sottolinea - che crei la squadra, ingaggi un allenatore e un direttore sportivo. Noi faremo un appello pubblico: abbiamo tante categorie di imprenditori e speriamo che qualcuno prende a cuore la questione. Per adesso non si può parlare di lodo Petrucci, di serie D o di Eccellenza, ma si tratta di trovare il soggetto interessato a mantenere vivo il calcio a Grosseto».

Quanto sono vere le ipotesi Mansi e Ceri? «Sono solo voci: hanno la loro società ed hanno messo in piedi un piccolo progetto che non toglie niente a nessuno». Una speranza, quella del sindaco Emilio Bonifazi. «Sia chiaro che quello del Comune - aggiunge Bonifazi - è solo un ruolo di intermediario. Propone la società e deve mettere a disposizione l’impianto, che è comunque un veicolo per il turismo e l’aggregazione. In città ci sono altre priorità. Sono arrivate cento lettere di licenziamento ai dipendenti dell’Eurovinil: questi sono i problemi che deve risolvere il Comune. Il calcio ha un interesse ludico, ma noi ci dobbiamo occupare anche di altre cose».

Bonifazi risponde anche alle accuse mosse dal patron Camilli. «Le sue dichiarazioni sulle responsabilità comunali - spiega il primo cittadino - e mie personali rispetto a quelle che considero comunque sue scelte legittime di proseguire o meno la propria avventura calcistica grossetana sono semplicemente ridicole. Come penoso è il tentativo di individuare addirittura un'incompatibilità politica tra lui e questa amministrazione. In questi anni lo abbiamo trattato con i guanti bianchi e gli siamo stati grati per i successi che ha costruito. Abbiamo investito 5.400.000 di euro sullo stadio...milioni non spiccioli...e non esattamente con il consenso di tutta la città ma dovevamo garantire uno stadio da serie B. E poi dal 2008 in poi abbiamo speso circa 200mila euro l'anno di manutenzioni. Gli siamo stati vicini in tante iniziative e abbiamo chiesto solo che firmasse una convenzione per la gestione dell'impiantistica come fanno tutte le altre società sportive cittadine, eppure scatenando le sue ire. Voglio solo ricordare che Camilli pagava solo 15.000 per avere a disposizione una struttura che ci viene invidiata e richiesta da tutta Italia: nei giorni scorsi ci è stata chiesta l’utilizzazione dello Zecchini da parte del Prato. Vorrei muovergli un appunto: non ha creato niente a livello giovanile e i giocatori passati dal vivaio alla prima squadra si contano sulle dita di una mano». La tirata d’orecchie del sindaco arriva ed è diretta al Comandante. E di motivi, ce ne sono più di uno.

«Le delusioni dovute alle inchieste - prosegue Bonifazi - il calo di spettatori allo stadio e un mondo del calcio che peggiora di giorno in giorno non solo a Grosseto lo hanno spinto ad una decisione che ventilava da tempo. Questa è la verità e lo capisco. Ma la richiesta che il Comune facesse da mediatore, l'ho già detto pubblicamente rispondendo proprio a Camilli nei giorni scorsi, non stava nelle cose. Semplicemente non è il nostro ruolo. Se qualcuno fosse stato interessato avrebbe chiesto un incontro alla società e preteso di vedere i bilanci che tutti dicono essere sani».

Bonifazi rincara la dose: «Dobbiamo ringraziare il Comandante per quello che ha fatto in questi anni, ma ha fatto il suo tempo. Mi chiedo però: perché è andato via così? Poteva magari iscrivere la squadra ad una categoria inferiore. No, non si è comportato bene».

Parole che raccontano, e racchiudono, tutta l’amarezza del primo cittadino di Grosseto.

«Ora, ma solo ora _ conclude Bonifazi _ la palla passa al Comune che sta verificando tutte le strade per dare una possibilità di sopravvivenza al Grosseto calcio, nella speranza che qualcuno si faccia avanti. In tanti chiamano per avere notizie e sono molto preoccupati; una sensibilità davvero diffusa che purtroppo non ho sentito con altrettanta convinzione rispetto alla vicenda di aziende storiche cittadine che stanno chiudendo e mandando a casa, come detto, centinaia di lavoratori anche in queste ore. Ma si sa...ognuno ha la propria scala di priorità. Quello che è certo è che il Comune e i cittadini di Grosseto non potranno acquistare una società sportiva privata e gestirla. Ma questo penso che lo capiscano davvero tutti». (m.c.)

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di Redazione web