Attenzione
«Non riusciamo a dormire» Esposto per la movida in centro
GROSSETO. È una battaglia che si trascina da diverso tempo quella sui decibel in centro storico. Tra ordinanze, multe, manifestazioni, firme ed esposti. Sì, pure gli esposti si sono messi di mezzo...
GROSSETO. È una battaglia che si trascina da diverso tempo quella sui decibel in centro storico. Tra ordinanze, multe, manifestazioni, firme ed esposti. Sì, pure gli esposti si sono messi di mezzo nella faccenda. Basta ricordare quelli eclatanti della scorsa estate, quando alcuni residenti presero carta e penna e coinvolsero la procura della Repubblica. Cosa dava fastidio? Non proprio la musica, ma il vociare delle persone. La gente, insomma. Centinaia di giovani che nelle sere d'estate affollano piazza del Sale e le vie vicine. Nel calderone finirono pure tre locali, costretti a difendersi a suon di carte bollate. Nell’esposto c’era chi denunciava «rumori che rendono la vita impossibile» e chi le difficoltà del marito che «non riesce a dormire serenamente e di giorno è nervoso». Non sono mancate neppure proteste plateali (vedi la Notte dei bavagli) e petizioni mirate non ad abbassare, bensì ad alzare i limiti dei decibel. Ma non è finita qui. Secondo controlli fatti, il rumore prodotto dalla musica è irrilevante rispetto a quello «della componente antropica». Difficile dunque porvi rimedio. Per quel che riguarda i locali, invece, esistono soluzioni e sono fioccate le proposte. Tra queste, quella del M5s guidato da Giacomo Gori. «Siamo convinti – spiegava già dal febbraio scorso Gori – sia indispensabile e possibile mettere gli esercenti nelle condizioni di affrontare piani di risanamento acustico». Qualcosa da organizzare e gestire anche «tramite incentivi pubblici per interventi su infissi e quanto può esser utile a limitare l’eccesso di rumore». Per questo il movimento ha preparato un testo che sarà sottoposto nei prossimi mesi al vaglio del consiglio comunale. Lì, ci saranno idee per un cento storico migliore. Ma il caos (altri la chiamano vita) prodotto dalla gente quello no, non può essere evitato.
Maurizio Bernardini
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