La manifestazione
In guerra col Comune per due panchine
Ex vigile urbano infastidito dalle persone che si fermano a parlare contro la sua finestra, i vicini raccolgono le firme
GROSSETO. Due panchine in un giardinetto che diventano quattro. E un contenzioso con il Comune che va avanti ormai da ventiquattro mesi e che ieri è arrivato, dopo aver fatto il giro dalla Cittadella a piazza Dante, fino a un’aula del tribunale di Grosseto. Dove il giudice Giulia Conte ha deciso di affidare l’incarico a un perito affinché si decida sul futuro di due panchine. Perché il pomo della discordia è proprio questo.
Tutto è cominciato con le denunce presentate da un uomo che abita in via Croazia numero 7, nella casa di fronte al giardinetto dove il Comune, una volta messo mano al portafogli, ha raddoppiato lo spazio per stare seduti al fresco. Insomma, le panchine, da due sono diventate quattro. Ma l’uomo che vive nella casa di fronte, di quelle persone che il giorno e la sera si trovano in quello spazio per fare due chiacchiere, non vuole proprio saperne. E al Comune ha chiesto di fare marcia indietro riportando a una sola le panchine del giardino. Sarebbero i ragazzini, che la sera si trovano lì e arrivano in sella ai loro rombanti scooter a creare il fastidio maggiore. Qualche schiamazzo, o il semplice brusio delle chiacchierate all’aria aperta. Fatto sta che l’uomo, nel corso del tempo ha presentato diverse denunce. E due settimane fa, al Comune è stato notificato un ricorso per procedimento d’urgenza davanti al tribunale di Grosseto con il quale il cittadino infastidito dalle voci di chi si siede sulle panchine ha chiesto al giudice di farne togliere almeno tre o di spostarle da un’altra parte e di condannare l’amministrazione al pagamento delle spese. Panchine che però non sono state tolte dal Comune, perché i vicini dell’ex vigile urbano che ha presentato l’esposto, hanno sottoscritto una petizione, raccolto le firme, e l’hanno portate al sindaco. Quelle panchine, dal giardino, non devono sparire.
Stando così le cose, l’amministrazione non ha potuto fare altro che costituirsi in giudizio. E ieri mattina in tribunale si è svolta l’udienza durante la quale il giudice Giulia Conte ha deciso di affidare l’incarico a un perito perché sia valutata, dal punto di vista del rumore, la situazione che l’uomo vive nel suo appartamento. L’udienza per l’incarico al perito si svolgerà la prossima settimana. «Il fatto è che il cittadino che ha presentato questa richiesta al giudice - spiega l’avvocato del Comune Giuseppe Nicosia - non ha prodotto alcun certificato medico e nemmeno altri tipi di accertamenti. Soltanto in un paio di occasioni ha chiesto l’intervento della municipale». Non ci sono quindi carte che attestino lo stato di disagio per la presenza delle panchine e soprattutto delle persone che ci stanno sedute sopra. Perché il punto è proprio questo: nella disposizione del Comune, che ha deciso la costituzione in giudizio, le lamentele dell’ex vigile urbano riguardano proprio la presenza di persone «che stazionano nelle panchine sotto le finestre dell’abitazione e che disturbano il quieto vivere».
Le serate all’aperto, a chiacchierare, quindi, dovrebbero essere bandite almeno nel giardino che si trova alla Cittadella. E se tre delle quattro panchine verranno tolte, le persone non sapranno dove sedersi. In quel modo, secondo l’uomo che ha presentato l’esposto, potrà tornare la pace anche a casa sua. Ora la parola passerà di nuovo al giudice.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
