Il Tirreno

Grosseto

Camilli al veleno: "Con un altro sindaco ora saremmo in serie A"

Piero Camilli
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Piero Camilli

Il comandante attacca l’amministrazione comunale: «Un mese fa ho mandato un fax a Bonifazi, ma nessuna risposta. Mi sono sentito solo contro tutti»

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GROSSETO. «Mi dispiace e tanto, sono a pezzi, ma non potevo fare diversamente. La vita è fatta di cicli e oggi se n'è chiuso uno, a tratti bellissimo».

Piero Camilli, con la voce rotta dalla commozione conferma di non aver iscritto l'Us Grosseto al prossimo campionato di Lega Pro e approfitta dell'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

«Un mese fa - dice - ho mandato un fax al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, nel quale manifestavo la mia intenzione di lasciare il mondo del calcio ed il Grosseto, ma non ho mai avuto una risposta. Nessuno si è degnato di alzare il telefono. Avrei potuto collaborare per trovare un acquirente, rimanere come sponsor, ma dal Comune nessuno ha mai alzato il telefono. Se non interessa a loro, io cosa devo fare?».

«Ultimamente l'amministrazione comunale ha chiesto solo soldi all'Unione sportiva Grosseto - aggiunge - mi hanno fatto pagare centomila euro di arretrati e ormai mi chiedevano i soldi anche per tagliare l'erba. Pensate che mi prendevano due milioni per quel buco di sede. Insieme alla Banca della Maremma, che non ringrazierò mai abbastanza per quello che ha fatto per il Grosseto, abbiamo cercato per quindici anni un terreno su cui costruire un centro sportivo…. C'è una precisa volontà politica, ho pagato anche il fatto di essere di destra».

A venti anni esatti dalla non iscrizione da parte di Anzidei (era il 31 luglio 1995), il Grifone precipita nuovamente tra i dilettanti a tavolino. Ma stavolta Camilli non scappa, ma urla tutta la sua rabbia, per non essere stato compreso ed aiutato nel momento del bisogno: «Mi sono sentito solo contro tutti - dice - Sono una persona per bene, che ha messo almeno un milione e mezzo per fare calcio a Grosseto. Ho dato tanto a questa città, portandola nel grande calcio, ad un passo dalla serie A, che ci è stata rubata per due volte, e non credo di meritare di essere trattato così».

Camilli torna indietro negli anni: «Nel 2002 quando manifestai l'intenzione di andarmene a causa della delusione derivante dall partita persa contro il Rimini, l'allora sindaco Alessandro Antichi capì le mie difficoltà e mise insieme alcuni imprenditori e raccolse 300.000 euro nel giro di pochissimi giorni. È così che deve fare un primo cittadino per salvaguardare le eccellenze della sua città E dico di più: se a Grosseto avesse fatto il sindaco Francesco Carri la squadra sarebbe stata in serie A, credetemi. L'attuale amministrazione invece ha visto il mio fax ma non ha mosso foglia. Probabilmente non vedevano l'ora che me ne andassi».

Maurizio Caldarelli

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