Il Tirreno

Grosseto

Anziano aggredito per il parcheggio

Francesca Gori
Anziano aggredito per il parcheggio

Scende dal furgone e picchia un uomo di 72 anni malato perché ci stava mettendo troppo a fare manovra

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GROSSETO. Quella che gli è rimasta addosso è amarezza. Perché lui, a 72 anni, con qualche problema di cuore e con il coraggio di affrontare anche una malattia oncologica, costretto quindi a sottoporsi a chemioterapia, stava soltando cercando di parcheggiare la sua auto in via Oberdan, davanti al negozio di calzature Clara. Ha impiegato qualche minuto in più a fare manovra. E quel poco tempo, deve essere sembrato lunghissimo all’uomo che era sul furgone proprio dietro di lui: prima ha cominciato a urlare e inveire, ma come risposta da parte dell’anziano, ha ottenuto solo la sua mano dal finestrino per chiedere di avere un po’ di pazienza. Gesto che non ha sortito l’effetto desiderato: l’uomo che era sul furgone è sceso ha aperto lo sportello dell’auto dell’anziano e gli ha sferrato un pugno e un calcio. Nel mezzo di strada.

È successo tutto in pochi secondi: il compagno del picchiatore è sceso dal furgone per fermarlo. Lo ha bloccato, lo ha trascinato via, facendo perdere le loro tracce. L’anziano ha chiamato la figlia che è arrivata insieme all’ambulanza. Le ferite non erano gravi e ha deciso di andare in questura per sporgere la denuncia. È cardiopatico e si sta sottoponendo anche a cicli di chemioterapia.

Erano da poco passate le 18 quando è successa l’aggressione in via Oberdan.

L’uomo ha fornito diversi dettagli alla polizia e le volanti sono uscite subito in città per cercare l’autore dell’aggressione. Avevano indicazioni abbastanza precise: il furgone, la targa vista dalle persone che si erano radunate per vedere se l’anziano stava bene e capire cosa fosse successo. Una parziale descrizione fatta dalla vittima dell’aggressione.

È bastato seguire le tracce lasciate da quel furgone e aspettare il momento giusto: l’aggressore, un uomo di 46 anni, è stato trovato in un locale della città insieme ad altri uomini, operai stagionali come lui. Portato in questura, dopo meno di due ore che era successa l’aggressione, è stato riconosciuto e denunciato: deve rispondere di minacce, perché all’anziano ha urlato anche: «Ti taglio la testa, ti taglio la testa» e lesioni aggravate. Non era sotto choc, nemmeno subito dopo l’aggressione. Ma era amareggiato per quello che era successo. Per quelle botte prese da chi non ha avuto nemmeno la pazienza di aspettare che finisse di fare manovra per parcheggiare la sua auto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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