Attenzione
«Madonnina, salvaci dalla geotermia»
Abitanti e comitati sfilano fino al sito del Monte Labro e a quello di Montenero, in testa i sindaci di Cinigiano e Seggiano
MONTICELLO AMIATA. “Madonnina bella salva la nostra terra”. Hanno messo su uno striscione all’ingresso del paese, con una preghiera anche alla Madonna di Val di Prata, i monticellesi, perché interceda per fermare la geotermia.
A fianco di Agorà cittadinanza attiva che ha organizzato la grande giornata di festa a Monticello, per dire no ad altre centrali geotermiche, c’erano in tanti, c’erano tutti. Sindaci in testa. Monticellesi e non, comitati antigeotermici arrivati da altri paesi amiatini, qualche partito politico che aveva portato le bandiere, il M5s e Rifondazione. Ma soprattutto quelli della rete Nogesi e tantissime persone a cui proprio non va giù che l’ambiente incontaminato di Monticello (come di tutta l’Amiata) sia segnato irrimediabilmente dalla presenza di centrali, quella Montenero e quella Monte Labro. Così, per dimostrare a tutti che Monticello e l’Amiata guardano altrove, si sono messe in mostra tutte le peculiarità della zona: gastronomia, artigianato, attrazioni turistiche, impegno sociale e sulla salute: la Casa Museo, l’associazione l’Aquilaia, famosa per le sue poesie e la festa della luna e poi l’Aism, da tempo in prima linea contro lo sfruttamento del vapore. Striscioni e cartelloni in ogni casa, in tanti esercizi commerciali, lungo le strade. I bambini delle scuole avevano preparato scritte e disegni, la gente è scesa in strada. Dappertutto microfoni aperti, musica, bancarelle, giochi, a dimostrazione che quel “deserto” che giustificherebbe la presenza di centrali, non esiste: Monticello è vivo e vegeto e l’Amiata c’è.
La giornata è cominciata alle nove, con una passeggiata aperta dal sindaco di Cinigiano, Romina Sani, e di Seggiano, Gianpiero Secco, per un sentiero ripido e faticoso fino alla località della ipotizzata centrale Monte Labro, al confine con Arcidosso. Qui è stato, simbolicamente, occupato il campo “geotermico” ed è stato piantato lo stollo dei pensieri, un albero con bandierine multicolori a cui erano stati affidati pensieri e riflessioni dei cittadini. E poi, ancora, altri chilometri verso l’altro sito, quello della centrale Montenero, al confine con Castel del Piano, da dove si vedono i vigneti di Montecucco e le distese di cereali, e verdeggiare gli olivi.
«Questa giornata è parte di un lavoro importante dei comitati che hanno portato in parlamento una risoluzione che impegna il governo a scegliere la localizzazione delle centrali col consenso delle popolazioni locali - spiega Roberto Barocci di SoS geotermia - Per la prima volta sono presenti i sindaci e questo è di grande importanza in questo scenario».
Tanti vogliono dire la loro e gli argomenti forti sono che la geotermia porta a un danno al settore agroalimentare e al turismo e alla salute. Lo ribadiscono Michele Nannetti, Paola Maffei, Alessio Gennari, Mario Simoncioli, Giovanni Barbagli, Caterina Simoncioli, Corrado Lazzeroni. Quest’ultimo, di Arcidosso, non risparmia una stilettata alla maggioranza del suo Comune: «Il pericolo vero è la geotermia col metodo flash. Mi piacerebbe che prendessero posizione anche i consiglieri arcidossini».
Marina Pollini è tornata da lontano a partecipare alla giornata di Monticello e racconta che è stata un’amica belga a dare il via a una raccolta di firme contro la geotermia: «Abbiamo paura per la salute prima di tutto». Grande dispiegamento delle forze dell’ordine, ma non c’è stato bisogno di interventi: clima festoso, coinvolgente, allegro, ma anche impegnato e determinato nel no. Presente e disponibile la Misericordia, camion, camioncini, pulmini, apetti, per riportare i bambini e i meno giovani a Monticello, dopo la passeggiata: «Ora la parola alla Rregione Toscana. Poi vedremo», commentano tutti.
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