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I consigli del Fiab contro i randagi pericolosi: “Portate sempre con voi spray o piccoli petardi”
GROSSETO. Spray al peperoncino o piccoli petardi e mortaretti per mettere in fuga gli animali minacciosi. Il fenomeno dei cani sciolti che gravitano nelle strade di campagna costituendo un pericolo...
GROSSETO. Spray al peperoncino o piccoli petardi e mortaretti per mettere in fuga gli animali minacciosi. Il fenomeno dei cani sciolti che gravitano nelle strade di campagna costituendo un pericolo per ciclisti è ben noto, in Maremma, agli "esperti del settore". Angelo Fedi, presidente di Fiab Grosseto ciclabile, conferma che quanto segnalato ieri sulla strada dello Sbirro non è certo l'unico caso, anzi. «Nel nostro settore - spiega - soprattutto tra i ciclisti in mountain bike, il fenomeno è ben conosciuto da anni, soprattutto nelle strade di campagne dov'è molto facile trovare i cancelli aperti da cui possono uscire cani pastori che guardano le greggi e che si riversano sulle strade creando ostacoli e pericoli al transito di automobilisti, ciclisti e pedoni». Pastori che vigilano sul territorio, e che sentono come un'invasione "aliena" il passaggio altrui.
Altra cosa sono i cani lasciati liberi non in campagna, ma lungo le normali strade transitate, come nel caso descritto oggi: la provinciale dello Sbirro. «Fenomeno che sorprende ancor di più e non è da sottovalutare». Che siano animali sfuggiti al controllo dei padroni o liberamente lasciati senza guinzaglio e fatti uscire per strada, la leggerezza e distrazione dei proprietari possono costare care e costituire un rischio per la sicurezza. «Nella nostra provincia il fenomeno è tenuto abbastanza sotto controllo ma esiste eccome - spiega Fedi - soprattutto se si passa, appunto, vicino alle greggi: può capitare che gli animali escano liberamente dai giardini col rischio di vedersi attaccare alle ruote o alle gambe. Considerando poi la bella stagione e il fatto che molti ciclisti o pedoni escono di casa di più, in questo periodo, col rischio di ritrovarsi assaliti dai cani lasciati liberi, di certo una certa sensibilità da parte dei padroni non guasta per niente: anzi, l'occasione è giusta per fare un appello». I proprietari guardino di più i propri cani. E chi passa (benché il fenomeno sia imprevedibile) stia in guardia.
Esistono peraltro diversi deterrenti. Molti ciclisti vanno a fare i propri tour in bici portandosi appresso alcuni scaccia-cani. Spray al peperoncino piuttosto che - spiega Fedi - «mortaretti per spaventare gli animali, come mi è capitato di sentire da qualcuno Per quanto mi riguarda, le indicazioni che posso dare io sono quelle di fermarsi in presenza di un cane sciolto, e non correre via ma affrontarlo con fermezza: ma certo, dipende dalla situazione».
Nel sito internet "grosseto in bici, istruzioni per l'uso", fatto proprio da Angelo Fedi nel 2009, sono segnalati percorsi e raccomandazioni utili per chi si avventura in un giro "cicloturistico" in Maremma. Una sorta di prezioso decalogo che all'ultimo punto presenta un consiglio ad hoc: "attenti al cane". «Percorrendo le strade di Maremma - è scritto - non c'è niente di più facile che incontrare un cane sciolto. Ed il cane per eccellenza qui è il pastore maremmano. E' un gran lavoratore, segue il gregge e lo protegge nel territorio assegnatogli dal padrone. Per questo è fondamentale non entrare mai in pascoli recintati o tanto meno in fondi chiusi. Se c'è un cane quella è casa sua, e non ci vuole estranei. Altra cosa è se lo si vede dai margini della strada, abbaierà farà il muso duro ma difficilmente lascerà il gregge per corrervi dietro. Lui non gioca. Lavora. Comunque nel dubbio è meglio fermarsi che scappare, e nel caso tornare indietro con calma».
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