Il Tirreno

Grosseto

Ciclista aggredito e inseguito da due cani

Elisabetta Giorgi
Una coppia di cani lupo cecoslovacco simili a quelli che hanno inseguito il ciclista
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Una coppia di cani lupo cecoslovacco simili a quelli che hanno inseguito il ciclista

Brutta avventura con pericolosi randagi per un professionista grossetano lungo la strada dello Sbirro

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GROSSETO. Stava pedalando nei dintorni di Roselle quando è stato preso di punta da due cani aggressivi e minacciosi che, fuggiti di casa oppure lasciati liberi da qualcuno, l'hanno inseguito e non gli hanno dato tregua per 2 chilometri. La fuga affannosa è durata a lungo, con gli animali che l'hanno marcato stretto senza mollarlo un istante, ma alla fine è andata bene. Pedalando più forte che poteva, il ciclista - un noto architetto grossetano - ha dato fondo alle sue energie ed è riuscito a seminare i due animali: il giorno dopo ha fatto una segnalazione alla polizia municipale. E non è la prima volta che succede un fatto simile. Anzi.

Il fenomeno - per quanto ancor poco conosciuto - sarebbe piuttosto diffuso in Maremma, specie nelle strade di campagna dove la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta onlus) invita alla prudenza. Occhio ai cani sciolti, che magari guardando il gregge cercano di "proteggere" la proprietà diventando, a volte, assai bellicosi con ciclisti o pedoni. Un pericolo da non sottovalutare, spesso scaturito da proprietari distratti o trascurati.

Il fatto peraltro non riguarda neppure una strada isolata e di campagna, ma un'arteria di transito. Verso le 19,30 un architetto grossetano di 35 anni stava pedalando sulla sua bici da corsa lungo la strada provinciale 41 dello Sbirro, che collega Roselle alla vecchia Aurelia: un momento di puro svago e di allenamento all'aria aperta che di lì a poco si è trasformato in una furibonda corsa per sfuggire a un pericolo improvviso. Difatti - racconta il professionista - a un certo punto «mi sono apparsi due grossi cani, forse incroci di lupo cecoslovacco».

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Il giovane li ha incrociati mentre correvano dietro a uno scooter. Difficile sul momento capire bene la situazione, tant'è che «inizialmente ho pensato che si trattasse del proprietario e dei suoi due animali che gli andavano dietro. Solo dopo poco ho capito che i cani non erano i suoi, ma lo stavano rincorrendo». Quando lo scooterista è riuscito a fuggire, con una sorta di staffetta gli animali hanno cambiato obiettivo e puntato su di lui, il ciclista. Senza guinzaglio, la coppia di cani - dall'aspetto molto simile al lupo e dall'atteggiamento minaccioso e aggressivo - si è indirizzata verso l'architetto che, sul sellino della bici da corsa, ha dato retta al suo istinto e iniziato a pedalare più forte che mai. Gli animali erano inferociti e «non potevo capire le intenzioni. Io ero solo, loro hanno iniziato a corrermi dietro. Appena me li sono visti vicino sono scappato forte, ho dato fondo a tutte le mie energie e sono riuscito a correre via, ma ci è voluto. Alla fine ho macinato più di 2 chilometri a oltre 50 chilometri all'ora, come poi ho letto sul mio display. Quelli mi sono stati dietro a lungo, ma alla fine ce l'ho fatta. Li ho seminati e non li ho più visti. Sinceramente se mi fossi fermato non so cosa sarebbe successo».

Una volta al sicuro, il professionista si è riposato a bordo strada dove ha incrociato altri ciclisti che stavano percorrendo la stessa strada dello Sbirro, in direzione contraria alla sua, verso Roselle. «Li ho fermati e messi in guardia; ho raccomandato di fare attenzione e di non procedere perché anche loro avrebbero trovato i cani».

Il giorno dopo è scattata la segnalazione alla Municipale. A quanto pare gli animali dovrebbero essere di proprietà; forse sono sfuggiti al proprietario. O lasciati senza controllo. «Per quanto mi risulta - conclude il professionista - non è la prima volta che capitano episodi simili. Il fenomeno degli attacchi ai ciclisti è piuttosto diffuso da parte di cani sciolti e pastori che nelle strade di campagna guardano le greggi. Conosco casi di chi si porta dietro dissuasori di vario tipo». Da questo episodio, un particolare invito alla prudenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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